capisco l’afa, la calura, l’umido appiccicaticcio, la città deserta, i 40° all’ombra
ma potete dire alla settantenne difronte di non uscire in terrazzo in mutande e reggiseno che qui c’è qualcuno che si sta per vomitare la sua tazza d’orzo(wei) bevuta a colazione…
Archive for the 'solita vita' Category...
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ehy, ma silvia come fa ad avere quasitrentanni e dimostrarne molti di meno?
semplicemente avendo un conto aperto dall’erborista e con la fitocosmesi
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In tutto questo sconforto, finalmente la photogallery: click che ovviamente non potrà mai competere con le pacchianate di flickr, o con le reflex digitali superfique, o con bho con tutto. Ma tant’è…
La grafica del blog dovrebbe esser rifatta così come quella della photogallery, i link rivisti e le categorie aggiustate ma tra un’ora devo esser in piscina, tra tre al lavoro e mi sento il peso della banalità addosso.
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di buoni (???) propositi (!!!)
vabbè mi faccio rider da sola
scrivere più sul blog?
chiuderlo definitivamente?
bho
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così, senza preavviso e senza pensieri, ti ritrovi a duettare stile paola e chiara con la collega.
così, con orrore e raccapriccio, ti rendi conto di cantare l’ultima di tiziano ferro e soprattutto, cosa ben più grave, sai tutte le parole
al di là che non s’è ancora capito chi concepisce la scaletta della radio aziendale; se è un semplice random automatico o un collega piuttosto sadico che riesce a mettere in fila baglioni, masini e tenco (che la sfiga sia con te)
vabbè, tempo tre minuti mi son ripresa dalla mia deblache grazie al pezzo successivo
sì, nonostante gli anni ricordo ancora perfettamente i testi giusti e consoni
We don’t need no education
We don’t need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teacher, leave those kids alone
Hey, Teacher, leave those kids alone!
All in all, it’s just another brick in the wall
All in all, you’re just another brick in the wall
in questa sera un po’ così, con un espressione un po’ così e la voglia di non aver le solite banalità in testa, ma solo musica, niente altro che musica; bob&bob cantate per me e solo per me
Mama, take this badge off of me
I can’t use it anymore.
It’s gettin’ dark, too dark to see
I feel like I’m knockin’ on heaven’s door
Reflexes had the better of me
And what is to be must be
Ev’ry day the bucket a-go-a well
One day the bottom a-go drop out
One day the bottom a-go drop out
I say, I, I, …
I, I shot the sheriff, but I didn’t shoot the deputy, no
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ma si sa, sono come la gramigna, non muoio mai…
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…lavoro un botto
riaggiorniamoci quando la mia vita avrà un senso anche al di fuori di casa/lavoro/casa va…
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e vaffanculo a calciopoli
e vaffanculo ai mondiali
e vaffanculo a tutte le trasmissioni sportive che non hanno detto manco mezza parola
CAMPIONI D’ITALIA

e fanculo soprattutto a tutti i fortitudini!!!!
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ciao ambrogio, sei stato un buon scooter.
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dopo innumerevoli euro spesi dal veterinario, dopo innumerevoli marche di cibo cambiate per arginare l’intolleranza di una o la sindrome da tacchino ripieno dell’altra, dopo innumerevoli topini dispersi in ogni pertugio di casa, siamo al primo anno di vita di Frida e Sveva
no, siete ancora troppo piccole per avere le chiavi di casa
no, niente feste con gatti non castrati in nostra assenza
no, niente tatuaggi, al limite ne riparliamo per il microchip
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E’ primavera, svegliatevi bambine, alle cascine, messer Aprile
fa il rubacuor…
quattro violette e una primula a zeroecinquanta cent per il mio bisogno di colore
un vaso di lavanda per il mio bisogno di provenza
una temperatura mite per il mio bisogno di ritrovarmi con ambrogio
un cinguettare di passerotti per il mio bisogno di tranquillità
ventuno libri letti fino a marzo per il mio bisogno di cultura
teorie del teatro, in cartaceo, per il mio bisogno d’andare in scena
stelle una sola ce n’è
che mi può dare
la misura di un amore
se per errore
chiudi gli occhi e pensi a me
…
maledetta primavera
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mattinata la prova del cuoco con tornata di bignè alla crema e spumini caramellati
pomeriggio art attack con mascherine ritagliate dal cartone ondulato, colorate con acrilici e rifinite con pennarello indelebile nero; se passate sotto casa mia le vedete incollate alle finestre…
…son troppo puerile
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assolutamente no.
nè progetti.
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ci son giorni dove venderei un rene per riavere un lavoro dietro a una scrivania
giorni invece dove il lavorare a turni e in divisa mi sta comodo
oggi non riesco nemmeno a concepire l’idea di trascinarmi fuori casa
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del mio essere donna trash in fatto di mp3 da caricare nel mio bellissimo lettore mp3 usb regalatomi dal tasso (grazie ebay)
fino a poco tempo fa sulla chiavetta era caricata una lista di canzoni creata ad hoc per la palestra, un mix agghiacciante (per gli altri ovviamente) di musica italiana e straniera
ora la chiavetta è in modalità viaggio in bus, visto che la sottoscritta fa un’ora andare, ovviamente anche una a tornare, per andare al lavoro
la modalità viaggio in bus comprende l’ultimo dei tiromancino (notevole) e l’ultimo di baglioni, tirato giù con l’ignobile scusa piace tanto a mia madre
in realtà è una raccolta di ben 3 cd con tutti i successi. molto apprezzabile il fatto che siano stati messi in ordine cronologico
per chi non lo sapesse, e qui farò sfoggio della mia cultura trash, uno dei primi lp di baglioni, ancora capellone, giovane e non liftato, era una sorta di viaggio e racconto. ovviamente di amori stranieri, addii tragici e varie amenità baglioniane
il baglioni anni 70 mi fa venire in mente le mie estati adolescenziali al camping adria di ancarano, piene di struggimento per qualche foreign love tanto pianto gli ultimi giorni di campeggio quanto dimenticato i primi giorni di scuola
tutto normale. pensavo di aver messo i vari passerotto non andare via o amore bello nel cassetto del come eravamo finchè la chiavetta non ha tirato fuori un solo che ormai avevo dimenticato da un tot
un flash, una serie di ricordi, un sorriso in mezzo al bus pieno di facce bolognesi scure e incazzate
ricordo l’ultima volta che l’ho cantata, credo anche sia stata l’ultima volta che ho cantato in pubblico in un karaoke senza senso destinato a fallire di lì a qualche mese
angosce giovanili riemerse alla soglia dei ventinove anni, di uno che si preoccupa che il tuo paltò sia chiuso bene mentre lo stai lasciando
terrificante
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di come sono una donna trash in fatto di musica, ma soprattutto di come mi vergogno quando penso che qualche vicino di bus possa sentire baglioni cantarmi nelle orecchie
di come bologna non riesca a piacermi fino in fondo, ma soprattutto di come non mi piacca la maggior parte della gente che vi abita, o vi transita
di come avrei volentieri scaraventato le gatte fuori della finestra stamattina alle 2, ma soprattutto di come non l’abbia fatto
potrei, ma devo andare a cena fuori
quindi, a domani
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mi sto rinnovando (almeno qui)
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così, all’improvviso, son tornata