a me Bologna FA CAGARE
calda, piena di zanzare, piena di punkabestia, piena di studenti fuori sede, piena di ipocriti, piena di straccia maroni, piena di apparenza intorno al nulla
e non me ne vogliano i bolognesi, magari sono io che non ci sono abituata, magari sono io sbagliata, magari è la città più bella e ospitale del mondo, magari è piena di gente simpatica onesta e sincera
ma chi non ha mai vissuto a Trieste non sa quanto ci si può star bene ed esser felici, tutto qui.
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capisco l’afa, la calura, l’umido appiccicaticcio, la città deserta, i 40° all’ombra
ma potete dire alla settantenne difronte di non uscire in terrazzo in mutande e reggiseno che qui c’è qualcuno che si sta per vomitare la sua tazza d’orzo(wei) bevuta a colazione…
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4 di marzo, 26 gradi di pomeriggio e la sera passata a dar la caccia alle zanzare
e poi mi chiedono perchè sono isterica
fanculo, umido, nebbia, zanzare, ma bologna l’han costruita su una palude?
echecazzo
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ma veramente a nessuno fa così tristezza SalaBorsa totalmente vuota con questi umarell che stan lì a urlare cose banali e qualunquiste?
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Una cosa simile qui a Bologna e IO non ne sapevo nulla???
Roba de mati!
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da cosa me ne accorgo?
dagli stronzi che, sui viali, ricominciano a inchidarmi davanti alle ruote per fermarsi a prender su la troia di turno
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Si svolgerà a Bologna, dal 9 all’11 Giugno in vicolo Bolognetti 2, la seconda edizione di “Mercato Diverso”. Anche quest’anno la “fiera dell’economia solidale, del consumo critico e degli stili di vita sostenibili”
Durante la tre giorni negli spazi di Vicolo Bolognetti 2, saranno previste esposizioni, dibattiti, seminari, laboratori e giochi per bambini.
Trovate le info del caso su Mercato Diverso
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dov’è che vai in ferie ’sta estate?
ferie? FERIE? F E R I E?????
AHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH
sei spaventevole quando fai così
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In your eyes I can see that you’re cracking up
In your eyes I can see that you’ve had enough
and It pains my head
l’esser svegliata per ben tre volte di seguito da cinni urlanti porta, nella sottoscritta, una serie di preoccupanti, finoauncertopunto, reazioni a catena.
vaneggio da ore su come sterminare un’intera peaceandlove generazione di under venticinquenni e neo genitori inetti.
sbricio dalla finestra inutili e urlanti bambini chiedendomi se da più soddisfazione strappare le corde vocali a loro o alle loro troieggianti madri in minigonnaestivalidipelle.
cantate fratelli chimici per la regina degli stronzi
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già scritto il titolo e già penso che cazzo me ne frega di bologna e dei suoi abitanti. è solo la città dove, ora, vivo. niente di più e niente di meno. non mi trasmette emozioni, le vie mi sembrano tutte uguali, mi perdo ancora fuori provincia, odio la tangenziale. di sicuro non mi dà, e non mi darà mai, lo struggimento che riesce a comunicarmi trieste.
da quando vivo, mio malgrado, qui ho sfatato dei miei luoghi comuni e convincimenti.
bologna non è città di cultura.
bologna non è città aperta alle varie culture/etnie (vabbè, dicono pure trieste mitteleuropea aperta a tutti. lo dice soprattutto chi a trieste non c’è mai stato).
i bolognesi non son gente simpatica e alla mano.
ora
mi rendo conto che il mio lavoro mi porta a vedere il peggio della gente, ma santiddio che mentalità di merda.
comunque
a prescindere dal fatto che la mia discriminazione è diversa dalle altre in quanto io, per loro, son sì straniera, ma nordica. quindi decisamente al di sopra degli stranieri marocchini (altresì chiamati terroni). questo ovviamente per i rari bolognesi che ho incontrato. per il resto della importata popolazione felsinea io solitamente passo per bolognese autentica, vista la cadenza del parlare.
chiosa
il dialetto bolognese non mi piace. anche perchè la pronuncia è decisamente diversa da quella che ho usato per 26 anni. il mio dscårret in bulgnais, o comunque il buttar lì le frasi bazza per non far capire la mia estraneità alla città, è solo un tentativo di sopravvivere nel lavoro che faccio in quanto un non bolognese non è credibile. il fatto che mi riesca e che riesca ad esser pure credibile non finisce mai di stupirmi.
fine chiosa
di certo i bolognesi autentici son pochi, pochissimi, rarissimi.
bologna la dotta. un tempo, forse. per ora ho visto solo orde di studenti al 90% fancazzisti. la maggior parte diggiù, probabilmente per seguire il mito che studiare a bologna fa figo. non so. li trovo irritanti come l’ortica nelle mutande.
bologna piena di studentesse fuorisede, troieggianti come solo chi fuori dal suo paesello sa essere, che stanno aBBBBologna da una vita e ancora le chiamano terrrrrrone. con i loro discorsi farciti di cioè e notizie cosmopolitan di terza mano.
bologna comunista. niente di più vero e niente di più incoerente. vedo sti umarell con l’unità stretta sottobraccio. non riesco a capire se ostentarla è cercare una sicurezza politica (e ideologica) che non sentono più o che infondo non hanno mai sentito. perchè, da parer mio, è troppo facile esser comunisti con il portafoglio pieno, la casa al mare e la zdaura impellicciata.
e potrei continuare, però mi rendo conto d’aver, oggi, il dente avvelenato.
che al quarto cum stèt? della mia collega e al mio terzo, e scoglionato, benéssum ho capito che benissimo proprio non sto.
ai ò dsgósst per i pochi bolognesi che passeranno di qui, ma oggi gira storto e bulåggna ne paga le conseguenze.
alla fin fine, forse, a n al sò brîsa di loro, della loro mentalità e del loro di vivere perchè non voglio saperlo o forse perchè, più semplicemente, a ni pos piò di star qui, in un presente precario con un futuro inesistente davanti.
