avrei voluto per un po’
non avere il mio carattere,
il mio corpo, la mia faccia
avrei voluto anche se
poi ho capito che ogni mattina
io c’ero sempre,
ero sempre con me.
“In un certo senso, l’Io dovrebbe essere posto come infinito; in un altro, come finito. Se esso fosse posto come infinito e come finito in un solo e medesimo senso, la contraddizione sarebbe insolubile: l’Io sarebbe non uno, ma due. Ora in quale senso l’Io è posto come infino, in quale altro come finito? L’uno e l’altro gli sono attribuiti assolutamente; il puro atto del suo porre è il fondamento tanto della sua infinità, quanto della sua finitezza […] In quanto l’Io si pone come infinito, la sua attività (di porre) cade sull’Io stesso, e su nient’altro che l’Io. Tutta la sua attività cade sull’Io, e quest’attività è il fondamento e l’ambito di ogni essere. Perciò l’Io è infinito, in quanto la sua attività ritorna in se stessa, e per questo riguardo, dunque, anche la sua attività è infinita, perché infinito è il prodotto di essa […]” (G. Ficthe, La dottrina della scienza).
e avrei voluto andare via
quando questa cittadina
l’ho sentita stretta addosso
non la credevo più mia,
avrei voluto stare anch’io
in un posto dove il mio destino
non fosse già scritto,
avrei voluto anche se
poi ho capito che dovunque andassi
io c’ero sempre,
ero sempre con me.
Don’t hold back, cause you woke up in the mornin’,
with the mission to move, so i make it harder.
don’t hold back, if you think about it,
so many people do, be cool man, look smarter.
don’t hold back, and you shouldn’t even care,
bout those losers in the air, and their crooked stares.
don’t hold back, cause there’s a party over here,
so you might as well be here, where the people care.
don’t hold back…
the world, is holdin’ back, the time has come to
the world, is holdin’ back, the time has come to
the world, is holdin’ back, the time has come to
galvanize!, is holdin’ back, c’mon, c’mon, c’mon….
cantate ancora fratelli chimici per la regina degli stronzi