Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog
trieste, elucubrazioni

Molti non la conoscono (inconcepibile) oppure sanno la “versione ridotta” spesso cantata dagli Alpini.
Questa è la versione integrale che TUTTI dovrebbero sapere a memoria. Una volta l’insegnavano a scuola, ma ormai l’era delle poesie mandate a memoria è tristemente scomparsa. Così come tante altre cose buone che la scuola aveva il dovere d’insegnare.
Il fatto storico dovrebbe esser noto anche ai più ignoranti (ci spero, ma non ci credo…)
Comunque, nella leggenda del piave si menzionano tre nomi. E’ un bene sapere chi son stati e che han fatto:
Oberdan (Guglielmo), triestino classe 1858. Irredentista. Voleva attentare alla vita di Franz Joseph durante la festa dei cinquecento anni di fedeltà di Trieste all’Austria. Subì tradimento, venne arrestato e successivamente impiccato nel 1882.
Sauro (Nazario), capodistriano classe 1880. Marinaio divenuto poi Tenente di vascello. Irredentista. Durante la prima guerra mondiale si unì alle unità siluranti di superficie e subacquee. 60 missioni in 14 mesi. Nel 1916, sul sommergibile “Pullino”, durante una missione si sabotaggio la nave s’incagliò scoglio della Galiola (Quarnero). Tutto l’equipaggio fu fatto prigioniero. Condannato a impiccagione. Insignito, a morte avvenuta e a fine guerra, della medaglia d’oro dal Ministero della Marina (era già medaglia d’argento, in vita).
Battisti (Cesare), trentino classe 1875. Irredentista. Alpino. Qui tutte le battaglie. Impiccato nel 1916 insieme a Fabio Filzi. Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Per i più ignoranti:
Irredentismo italiano: movimento politico antiaustriaco mirante all’unificazione delle regioni italiane (tutte) entro i confini dello Stato Italiano.
Andato in vacca dopo il secondo confilitto mondiale visto che l’Italia abbandonò l’Istria (e i suoi cittadini italiani) alla Jugoslavia di Tito.

1. Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera…

Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!

S’udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:

«Non passa lo straniero!»

2. Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento,
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!

Profughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

S’udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l’onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero,
il Piave mormorò:

«Ritorna lo straniero!»

3. E ritornò il nemico;
per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame…
Vedeva il piano aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora…

«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l’onde…
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:

«Indietro va’, straniero!»

4. Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento…
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti…

Infranse, alfin, l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore!

Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron l’onde…
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!

scritto da Silvia il Mercoledì, Maggio 24th, 2006


Segui i commenti con gli "RSS 2.0" - trackback.

6 Responses to “la leggenda del piave”

Lascia un commento