Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog
trieste

Val più un bicer de Dalmato
che l’amor mio,
che l’amor mio,
che mi tradisce.
No vojo amar più femmine
perché son false,
perché son false
in t’el fare l’amor

Capita così, che ti ritrovi da sola un sabato sera noioso e nebbioso con due gatte che dormono, nonostante i tuoi inutili tentativi di farle giocare.
Una stupida associazione mentale e ti ritrovi in mente i viaggi mattinieri sull’auto beige di tuo nonno, con la nonna permanentata di fresco, per andar in jugo a cior carne.
Viaggi detestati perchè c’era l’immancabile sveglia alle 5, la smiccia fredda da bere e la nausea sicura al secondo tornante.

Va in maloron, va in maloron, va in maloron, le sartorelle
Va in maloron, va in maloron, va in maloron col suo paron!

Ricordo ancora l’odore della macchina del nonno. Odore di legna, perchè una volta al mese andava a prender la legna per el spargher e di, non saprei dire, odor di nonno, di mio nonno. Inconfondibile, un misto di colonia, legna bruciata, affetto.

In piaza “Granda”
In “Cafè dei Speci”
Xe quatro veci
Che bevi cafè!

Si diceva dei viaggi coi nonni e le immancabili cassette di pilat o di oddiononricordoilnome. Comunque tutte rigorosamente triestine, le canzoni di quei viaggi. Con la nonna che le cantava con quella sua inconfondibile voce mezza soprana, ‘che lei cantava nel coro di Pola, quand’era giovane.

Molighe ‘l fil che ‘l svoli
quel mandriol peloso!
‘l voleva che lo sposo,
inveze lo go lassà!

Insomma, a conti fatti, ti ritrovi da sola, in casa, con due gatte addormentate a cantare tutte le canzoni triestine che ti vengono a mente, facendo a gara su skype a chi ne sa di più e fino alla fine.
Tutto questo per dire cosa? Esattamente nulla, se non che nelle altre parti d’Italia non c’è un attaccamento simile alle proprie radici, dialetto e canzoni comprese.
Quale giovane triestino non sa viva la e po’ bon oppure al grido di Ciribiribin non ti risponda paghè ‘na bira? Nessuno, spero.
Se c’è uno che non le sa (ed è un sacrilegio, vergogna vergogna vergogna) m’impegno io di persona ad andargliele a imparare a domicilio.

scritto da Silvia il Sabato, Gennaio 14th, 2006


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3 Responses to “vespero tergestino”

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