Archive for Gennaio, 2006...
Filed under trieste
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare
3 giorni tergestini strani e turbinosi, di amicizie irrimediabilmente perse e di amicizie ritrovate. di novità liete (la tal è incinta) e novità tristi (il tal si sposa, poretto lui). di caffè in casa e cioccolate al tommaseo. di scendi che ho voglia di parlare e di sali che ci son già su tutti. di poesie lette ad alta voce e di manoscritti letti in silenzio. di finalmente sei tornata e di non vedo l’ora di vederti andar via.
grazie k, grazie massimo, grazie doctor of pc, grazie silviazza, grazie sara, grazie lolly e lully, grazie anto e grazie diego, grazie alf e il suo sms via blog, grazie a tutti quelli che ho incrociato con lo sguardo.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova
Commenti (1) Posted by Silvia on Martedì, Gennaio 31st, 2006
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Commenti (2) Posted by Silvia on Giovedì, Gennaio 26th, 2006
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Now baby, listen, baby, don’t ya treat me this-a way
Cause I’ll be back on my feet some day
(Don’t care if you do ’cause it’s understood)
(You ain’t got no money you just ain’t no good)
Well, I guess if you say so
I’d have to pack my things and go (That’s right)
Commenti (0) Posted by Silvia on Mercoledì, Gennaio 25th, 2006
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La vignetta di questa settimana è semplicemente stupefacente!
Se non lo fate entro il prossimo lunedì ve la perdete (ma trovate quella nuova), la vignetta a cui mi riferisco è: God save the queen p. 6
click qui per andare a vedere
Filed under passioni, libri
ci sono caduta anch’io, prima o poi doveva succedere, soprattutto da quando ho rispolverato la tessera di sala borsa
chiosa
adoro sala borsa, è la cosa migliore di bologna, entri, prendi un libro agggratis e hai un mese per leggerlo. non finisco mai di meravigliarmi. oddio non che mi sia facile restituire certi libri (ma nemmeno comprarli visto il mio e/c) però ci sto facendo l’abitudine. più che altro, in queste settimana di ferie forzate (e non pagate) finisco per prendermi 3 libri il venerdì per poi restituirli, ovviamente già letti, il lunedì.
fine chiosa
comunque, si diceva, nel mio vagare in sala borsa alla ricerca di qualche titolo interessante son capitata nel settore Row beccando proprio il primo HP.
in tutta onestà, anni fa, volevo comprarlo poi per una cosa o l’altra ho sempre rimandato. questa volta invece, trascinata dal mio momento tardo adolescenziale, l’ho preso e l’ho letto nel giro di due giorni.
miseria, ieri volevo già andare a prendere il secondo.
Commenti (2) Posted by Silvia on Domenica, Gennaio 22nd, 2006
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perchè censurano le foto con baci gay del toscani e non fanno nulla a benigni che slinguazza uomini/donne/pecore&cammelli in diretta tivvu, in fascia protetta?
Filed under passioni, the
Mi son fatta tentare dalle bustine, anche se solitamente preferisco il the non confezionato. Tentare soprattutto dal prezzo visto che andarlo a prendere sciolto, conoscendomi, m’avrebbe fatto aprire un mutuo solo per riempirmi la casa di the.
La miscela Prince of Wales è costituita in maggior parte da Keemun Hao Ya A e da Oolong (la Twinings però non da la composizione esatta della miscela).
Questa particolare miscela è stata fatta nel 1921 per Edward VIII Principe del Galles da cui il nome.
E’ un the, piuttosto deciso, da pomeriggio o sera, dall’aroma delicato.
Essendo una miscela di the nero e Oolong l’acqua deve aver appena preso l’ebollizione (95 gradi), al momento dell’infusione. Una bustina per ogni tazza, lasciate in infusione tra i 3 e i 5 minuti.
Commenti (4) Posted by Silvia on Giovedì, Gennaio 19th, 2006
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Avrei da scrivere un romanzo sulla mafia delle agenzie interinali, macchè un solo romanzo, direttamente un trittico!
Potrei dissertare ore sull’assoluta incompetenza degli addetti di tale categoria, macchè soltanto ore, direttamente una settimana di simposio!
Però essendo appena giovedì lascio il beneficio del dubbio e la speranza, per loro ovviamente, di non vedermi fuori l’agenzia venerdì alle 18 con la 44 magnum dell’ispettore callaghan
Commenti (1) Posted by Silvia on Giovedì, Gennaio 19th, 2006
Filed under passioni, the
Ieri il tasso s’è preso un the cinese, essendo totalmente ignorante in materia l’ha scelto dalla scatolina molto ciainiiiis.
A casa, dopo attenta osservazione, s’è rivelato nientemeno che il the Gunpowder (in cinese Zhucha cioè perla di the) prodotto a Pingshui, nella provincia di Zhejian.
La caratteristica di questo the sono le foglie, che una volta essiccate si arrotolano formando tante palline (da qui probabilmente il nome polvere di cannone), è un the verde.
Essendo un the verde l’acqua, al momento dell’infusione, deve essere tra i 70 e gli 80 gradi, il tempo di infusione per questa qualità è tra i 3 e i 4 minuti (il mio consiglio è di tenersi più verso i 4)
Va bevuto preferibilmente il pomeriggio o la sera, senza latte, con limone e zucchero chi gradisce. In Marocco ci aggiungono la menta.
Se lo trovate amarognolo provate a bagnare il the con acqua calda, per pochi secondi, prima di metterlo in infusione.
Commenti (1) Posted by Silvia on Mercoledì, Gennaio 18th, 2006
Filed under sfoghi
UFFF inutile che mi invitiate a fare il giochino delle 5 strane abitudini. io non ho 5 strane abitudini. io SONO strana E BASTA!
Filed under trieste
Val più un bicer de Dalmato
che l’amor mio,
che l’amor mio,
che mi tradisce.
No vojo amar più femmine
perché son false,
perché son false
in t’el fare l’amor
Capita così, che ti ritrovi da sola un sabato sera noioso e nebbioso con due gatte che dormono, nonostante i tuoi inutili tentativi di farle giocare.
Una stupida associazione mentale e ti ritrovi in mente i viaggi mattinieri sull’auto beige di tuo nonno, con la nonna permanentata di fresco, per andar in jugo a cior carne.
Viaggi detestati perchè c’era l’immancabile sveglia alle 5, la smiccia fredda da bere e la nausea sicura al secondo tornante.
Va in maloron, va in maloron, va in maloron, le sartorelle
Va in maloron, va in maloron, va in maloron col suo paron!
Ricordo ancora l’odore della macchina del nonno. Odore di legna, perchè una volta al mese andava a prender la legna per el spargher e di, non saprei dire, odor di nonno, di mio nonno. Inconfondibile, un misto di colonia, legna bruciata, affetto.
In piaza “Granda”
In “Cafè dei Speci”
Xe quatro veci
Che bevi cafè!
Si diceva dei viaggi coi nonni e le immancabili cassette di pilat o di oddiononricordoilnome. Comunque tutte rigorosamente triestine, le canzoni di quei viaggi. Con la nonna che le cantava con quella sua inconfondibile voce mezza soprana, ‘che lei cantava nel coro di Pola, quand’era giovane.
Molighe ‘l fil che ‘l svoli
quel mandriol peloso!
‘l voleva che lo sposo,
inveze lo go lassà!
Insomma, a conti fatti, ti ritrovi da sola, in casa, con due gatte addormentate a cantare tutte le canzoni triestine che ti vengono a mente, facendo a gara su skype a chi ne sa di più e fino alla fine.
Tutto questo per dire cosa? Esattamente nulla, se non che nelle altre parti d’Italia non c’è un attaccamento simile alle proprie radici, dialetto e canzoni comprese.
Quale giovane triestino non sa viva la e po’ bon oppure al grido di Ciribiribin non ti risponda paghè ‘na bira? Nessuno, spero.
Se c’è uno che non le sa (ed è un sacrilegio, vergogna vergogna vergogna) m’impegno io di persona ad andargliele a imparare a domicilio.
Filed under elucubrazioni
Per anni le persone a me più vicine son vissute con l’incubo di un mio possibile e probabile suicidio. Non so da dove ricavassero questa convinzione, forse dal mio modo di pormi davanti ai problemi o alla mia disfunzione nervosa che tende alla depressione cronica.
Per anni ho lasciato correre gli sms preoccupati dai miei silenzi, le occhiate storte per qualche livido sul corpo (bhe, giocavo a basket, mica palla-fighetta-volo) o l’apprensione per strane boccette sul comodino (fiori di bach, solo inutili fiori di bach).
Il bello è che io, nei miei inutili 28anni, non ho mai pensato nemmeno lontanamente al suicidio; alla fuga sì, molte volte, devo averla nel sangue.
Due cose devo aver nel sangue, lo spirito di conservazione e la fuga. Sarà per il mio, appunto, retaggio.
Nella mia famiglia ci son state fughe dal presente, dai problemi, dalla famiglia, dai disastri naturali, dal genocidio ed epurazione, dalla guerra. Ma non c’è mai stato un caso di suicidio. Nemmeno nella merda fino al collo. Mai.
Quel che mi è intrinseco, sicuramente, è lasciarmi sempre e comunque una via di fuga. Magari non la più facile, non la più etica e nemmeno la più dignitosa, ma c’è sempre.
Disarmante, oggi per la prima volta m’è parso chiaro come il sole. Mi metto in condizione, ancor prima che finisca, di scappare.
Commenti (1) Posted by Silvia on Venerdì, Gennaio 13th, 2006
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Dopo un pomeriggio molto geek, passato a guardare il tasso montare e smontare il mio amato PiCio, posso ormai dire anch’io “yes, I’m a linux user!”

Commenti (3) Posted by Silvia on Giovedì, Gennaio 12th, 2006
Filed under elucubrazioni
Your Social Dysfunction: Schizotypal
You display social deficits and oddities of thinking. Your perception and communication are similar to those of a schizophrenic.
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Take this quiz at QuizGalaxy.com
Please note that we aren’t, nor do we claim to be, psychologists. This quiz is for fun and entertainment only. Try not to freak out about your results.
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Commenti (1) Posted by Silvia on Giovedì, Gennaio 12th, 2006
Filed under elucubrazioni
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi
Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
crescendo assumi delle certezze che a 20anni ti sembravano semplicemente storie da libro.
a 20anni era filo logico lavorare, metter via soldi, sposarsi e, nel caso, aver figli verso i 30anni.
alle soglie dei 30anni ti rendi conto che non è tutto così logico come lo è stato per gli altri, o meglio, per i trentenni dei tuoi 20anni.
a 20anni pensi crescendo qualcosa cambia, considerando soprattutto le tue paure e abitudini.
alle soglie dei 30anni ti rendi conto che sì qualcosa è cambiato, ma le tue paure sono ancora lì, ferme e solide.
ti fa ancora paura la notte e il buio; ti fan paura gli eccessi d’ira e le situazioni che non riesci, o sai, controllare. ti fa ancora paura prendere le decisioni importanti e definitive.
quei giorni perduti a rincorrere il vento
qualcosa però, alla fin fine, t’accorgi che è cambiato. non hai più paura di star da sola perchè ti basti a te stessa, o forse ci son troppi ricordi che ti tengono compagnia. anche quando non devono, ma è il compenso da pagare per averli, anche in minimo, vissuti.
Commenti (1) Posted by Silvia on Mercoledì, Gennaio 11th, 2006
Filed under sfoghi
mi salteranno i nervi, già lo so
farò il bis all’esaurimento nervoso prima dei 30 anni, ormai è fatto certo…
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anno di cambiamenti? …speriamo
per ora so che dalla prossima settimana, tasso permettendo, passo a linux
Commenti (0) Posted by Silvia on Domenica, Gennaio 8th, 2006
Filed under bologna
già scritto il titolo e già penso che cazzo me ne frega di bologna e dei suoi abitanti. è solo la città dove, ora, vivo. niente di più e niente di meno. non mi trasmette emozioni, le vie mi sembrano tutte uguali, mi perdo ancora fuori provincia, odio la tangenziale. di sicuro non mi dà, e non mi darà mai, lo struggimento che riesce a comunicarmi trieste.
da quando vivo, mio malgrado, qui ho sfatato dei miei luoghi comuni e convincimenti.
bologna non è città di cultura.
bologna non è città aperta alle varie culture/etnie (vabbè, dicono pure trieste mitteleuropea aperta a tutti. lo dice soprattutto chi a trieste non c’è mai stato).
i bolognesi non son gente simpatica e alla mano.
ora
mi rendo conto che il mio lavoro mi porta a vedere il peggio della gente, ma santiddio che mentalità di merda.
comunque
a prescindere dal fatto che la mia discriminazione è diversa dalle altre in quanto io, per loro, son sì straniera, ma nordica. quindi decisamente al di sopra degli stranieri marocchini (altresì chiamati terroni). questo ovviamente per i rari bolognesi che ho incontrato. per il resto della importata popolazione felsinea io solitamente passo per bolognese autentica, vista la cadenza del parlare.
chiosa
il dialetto bolognese non mi piace. anche perchè la pronuncia è decisamente diversa da quella che ho usato per 26 anni. il mio dscårret in bulgnais, o comunque il buttar lì le frasi bazza per non far capire la mia estraneità alla città, è solo un tentativo di sopravvivere nel lavoro che faccio in quanto un non bolognese non è credibile. il fatto che mi riesca e che riesca ad esser pure credibile non finisce mai di stupirmi.
fine chiosa
di certo i bolognesi autentici son pochi, pochissimi, rarissimi.
bologna la dotta. un tempo, forse. per ora ho visto solo orde di studenti al 90% fancazzisti. la maggior parte diggiù, probabilmente per seguire il mito che studiare a bologna fa figo. non so. li trovo irritanti come l’ortica nelle mutande.
bologna piena di studentesse fuorisede, troieggianti come solo chi fuori dal suo paesello sa essere, che stanno aBBBBologna da una vita e ancora le chiamano terrrrrrone. con i loro discorsi farciti di cioè e notizie cosmopolitan di terza mano.
bologna comunista. niente di più vero e niente di più incoerente. vedo sti umarell con l’unità stretta sottobraccio. non riesco a capire se ostentarla è cercare una sicurezza politica (e ideologica) che non sentono più o che infondo non hanno mai sentito. perchè, da parer mio, è troppo facile esser comunisti con il portafoglio pieno, la casa al mare e la zdaura impellicciata.
e potrei continuare, però mi rendo conto d’aver, oggi, il dente avvelenato.
che al quarto cum stèt? della mia collega e al mio terzo, e scoglionato, benéssum ho capito che benissimo proprio non sto.
ai ò dsgósst per i pochi bolognesi che passeranno di qui, ma oggi gira storto e bulåggna ne paga le conseguenze.
alla fin fine, forse, a n al sò brîsa di loro, della loro mentalità e del loro di vivere perchè non voglio saperlo o forse perchè, più semplicemente, a ni pos piò di star qui, in un presente precario con un futuro inesistente davanti.
Commenti (8) Posted by Silvia on Domenica, Gennaio 8th, 2006
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finalmente
dopo due giorni di sclero (miei) e di bestemmie (tasso) finalmente anch’io posso esser orgogliona della mia galleria fotografica!