e che vuol dire? un cazzo, praticamente come il monologo di celentano ieri…
Archive for Ottobre, 2005...
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riprendo il post del 5 aprile per dire che nulla è cambiato
sono ancora lavoratrice precaria (e ora pure a casa)
l’enel è aumentato del 4%
frutta e verdura manco le guardo più, faccio prima a comprare un cartier
la spesa, comprando le stesse identiche cose, costa lo 0,17% in più rispetto a un anno fa
intanto in piena campagna elettorale cosa si fa?
oltre ovviamente a un sacco di promesse fasulle…
si butta via pacchi su pacchi di soldi per delle elezioni fasulle e pecorecce
cominciamo bene
scalfarotto dice lotta al lavoro precario
prodi dice sul precariato sarò durissimo
la mia situazione ora è sempre la stessa, lavoro 3 mesi per poi starne a casa (senza stipendio) due (se va bene)
questo modo di lavorare (e di assumere) m’ha tolto il diritto di sognare un futuro. sono un anno e mezzo in stand by, in attesa di una telefonata per il nuovo contratto e a contare ogni singolo cazzo di cent che esce dal portafoglio.
io in questo momento non posso permettermi un futuro, nemmeno pensare a un futuro.
un lavoratore precario non può permettersi di pensare al futuro, deve essere ancorato al presente per non annegare.
non sono l’unica in questa situazione, un’intera generazione è nelle mie stesse condizioni. una generazione bruciata grazie a una legge assurda (o mal interpretata, non si sa). una generazione che non può nemmeno ambire a costruirsi un tetto sulla testa visto che qualsiasi banca, con un contratto precario, ti ride in faccia.
io sono di destra, nemmeno di centro destra, proprio destra destra, non l’ho mai negato e ne vado fiera. purtroppo la destra italiana non rispecchia le mie idee, probabilmente non le rispecchierà mai. l’ho già detto più volte che il mio essere di destra non è altro che la sintesi del retàggio della mia famiglia.
non si può chiedere a un ebreo di esser di destra, non si può chiedere a me di esser di sinistra. è lo stato delle cose. sinistra per me è ancora tito e compagni. chiedo solo un po’ di dietrologia, nel mio specifico esser di destra.
però io non voglio girare con le fette di prosciutto sugli occhi come fan troppi. la destra italiana non mi rappresenta, per un fatto di cosciènza non potrò mai votare sinistra, il mio voto andrà a un partito minore che non accetta di essere inglobato.
però me ne sto qui a guardare.
sono anni che la sinistra promette, se vince è ora che agisca.
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insomma, funziona così, anche per il posto più di merda nel mondo lavorativo bisogna darci sotto di pompe
siccome non ho abbastanza pelo sullo stomaco e troppo rispetto per me stessa e la persona che ho vicino sarò condannata per sempre al mondo del lavoro precario
che il mondo mi fa abbastanza schifo l’ho già detto?
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suvvia signor vespa, capisco che il torbido e il drammatico le piace sempre (e tira molto) ma il signorino lapo è stato trovato pieno di coca e con dei travestiti
ora
mi sa che l’unico vero dramma è che sto fanciullo ha i soldi che gli escono dal deretano mentre a me no
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è da un po’ che ci penso. da quando sento l’impellente bisogno di mettere un cartello attaccato alla finestra:
“non suonate, non citofonate, non telefonate, non venite in casa mia, non mi chiamate, non mi parlate: mi state tutti sul cazzo”
mi dico sarà solo un mio momento negativo, cercando su google 1000 e 1 modi per eliminare l’intero vicinato e ottenere l’applauso con bacio accademico dalla Corte d’Assise d’Appello.
misantropa? del resto non è altro che un sinonimo di selvaggia, del resto selvaggia non è altro che il significato di silvia.
il cerchio si chiude.
voi fuori e io dentro.
applausi.
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non è un po’ un controsenso vedere tanti gggggiovani alternativi filo sinistroidi saltare come petardi cantando “tengo la camisa nera“