c’e’ tanto sole
e mi accorgo che ne ho bisogno come un fiore
e ho bisogno di stancarmi e di camminare
di sentire l’acqua il vento e di respirare
peccato che qui vicino non c’e’ il mare
cos’è poi cambiato se si continua ad ascoltare concato come nei lontani 14anni, cos’è rimasto poi di questi 11 trascorsi se poi ci si ritrova a dover nuovamente ricostruire tutto.
di una realtà che poi non è come la si vuol dire o rendere, del sopravvivere alle situazioni perchè tanto poi passeranno e poi un giorno, magari, sarà diverso da così anche se il così, ora come ora, è insostenibile.
del mio essere sbagliata, perchè si sa, la sbagliata, sempre, sono io. certo, se una persona non è come uno s’aspetta, o forse come vorrebbe plasmarla, si sa, è sbagliata. mica diversa, semplicemente sbagliata.
poveretto: s.m. persona che muove a compassione per la sua condizione infelice
quanti giudici di poveretti mi sembrano più poveretti degli stessi, ma ho imparato a ridere dentro me, ridere per me e con me. gli altri non sono importanti, nè loro nè il loro inutile giudizio.
ma tutto questo non è importante perchè tra dieci minuti sarà già passato, come sempre, tutto passa e tutto dimentico. davanti un caffè con una nuova amica, così diversa da quelle lasciate. diversa, non sbagliata. solo diversa.
scritto da Silvia il Mercoledì, Giugno 15th, 2005
2 Responses to “concato”
Lascia un commento
Giugno 20th, 2005 at 13:41
Non c’è modo di tornare indietro senza cliccare “back” nel browser.
Un link alla home page non si nega nemmeno al primo dei siti web auto costruiti! :p
Giugno 20th, 2005 at 14:44
Pensa che io sono tornato ad ascoltare James Taylor (il maestro di Concato sotto molti aspetti): “ho visto fuoco ed ho visto pioggia…”