perchè noi siamo una famiglia tecnologica (e fancazzista nei w.e.)
mms://ilgrandecriceto.dyndns.tv:1977/
entra anche tu nella Casa del Grande Criceto (in diretta per voi: GEPPO). unica avvertenza: dorme sempre!
perchè noi siamo una famiglia tecnologica (e fancazzista nei w.e.)
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entra anche tu nella Casa del Grande Criceto (in diretta per voi: GEPPO). unica avvertenza: dorme sempre!
provi a ragionare fai l’indifferente
fino a che ti accorgi che non sei servito a niente
e vorresti urlare soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte contro il muro
sta perdendo,sta perdendo tempo
una sera incontro’ un ragazzo gentile,lui quella sera era un lampo
e guardarlo era come uno shock
e tornando e tornando e tornando
e tornando a casa
lei ballera’ tra le stelle accese e scoprira’,scoprira’ l’amore
l’amore disperato
Avevi ragione tu. mia cara… la vita non dura mai una sera
il tempo di una follia, è breve e fugge via, e poi
cosa rimane dentro noi, questa celeste nostalgia
stammi più vicino ora che ho paura
perché in questa fretta tutto si consuma
mai non ti vorrei veder cambiare mai
Cosa provo
Mi spiace non lo posso dire
Mi tuffavo dentro l’acqua trasparente
La mia mente
Serena come rondini nel cielo
Restava in volo
Mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre
quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto “E’ tutto quel che hai di me”
nokia 3650? qui
ma c’è ancora un sacco da fare…
primo album: 1978 (silvia compresa, quando si dice il caso… il mio nome, comunque, deriva da una perversa passione per leopardi)
io sono, se non era noto, del 1977. ultima di una lunghissima serie di cugini.
1979 ho due anni e mia cugina mi addormenta con albachiara
1980 ho tre anni e resto ore ad ascoltare il pezzo di pianoforte in anima fragile
1981 ho quattro anni e incazzatissima canto ai miei sconcertati nonni voglio andare al mare
1982 ho cinque anni e mentre il mio migliore amichetto (gabriele) canta vado al massimo lanciando a preoccupante velocità la bicicletta giù per le discese del campeggio di sistiana io aiuto mia cugina barbara scrivere il testo di ogni volta sui jeans tagliati (molto anni 80)
1983 ho sei anni e tiro matto il gestore del bar del campeggio cantandogli bollicine ogni volta che voglio una coca mentre gabriele vuole una vita spericolata come stivmacuin e si rompe dolorosamente un braccio cadendo dalla bmx
1984 ho sette anni e chiedo a mio zio alfredo se anche lui fa discorsi seri e inopportuni
1985 ho otto anni e mi innamoro di toffee anche se non ho ben chiaro il significato della parola
1986 ho nove anni e vasco non fa alcun album nuovo, ripiego su siamo solo noi di due anni prima e l’associo terribilmente ai miei ultimi due cugini che in pieno 80 fanno i punkettoni
1987 ho dieci anni e in quel album ci son talmente tante canzoni belle che ascolto il 33 giri fino a consumarlo, alla faccia delle mie compagne di classe che stavano a sbavare per mirko e i biaiv (Vivere Una Favola, C’è Chi Dice No, Ridere Di Te, Blasco Rossi, Brava Giulia, Ciao, Non Mi Va, Lunedì)
1988 ho undici anni e vado al primo concerto di vasco, c’è chi dice no tour. a scuola mi guardano come un marziano e la mia compagna di classe schifata mi dice che è molto più figo joe tempest.
1989 ho dodici anni, conosco il mio primo amore e giro con una maglietta con il testo di dillo alla luna
1990 ho tredici anni, nasce mia sorella, tanta rabbia, sono incazzata col mondo, tento di darmi un senso e ascolto guarda dove vai
1991-1992 ho quattordici/quindici anni, gli sconvolgimenti ormonali tipici del periodo, un ragazzo fisso e tutti i 33 di vasco che girano quasi ogni sera sul piatto
1993 ho sedici anni, un sacco di casini, tanti dubbi e vivere diventa l’undicesimo comandamento anche se, come ovvio, a quella età di vivere non ne sapevo nulla
1994-1995 ho diciasette/diciotto anni, comincio con le prime uscite serali, in macchina di marco c’è sempre qualche cassetta di vasco che gira e ci fa compagnia nelle chiacchierate notturne
1996 ho diciannove anni, un casino alle spalle e ascolto le cose che non dici in random pensando che è un testo che ci sta giusto, forse troppo giusto
1997 ho vent’anni, il primo lavoro serio e divento brava a discapito di un tizio, ma continuo a chidermi cosa sono le scarpette che susanna si mette negli occhi
1998 ho ventuno anni, gioco in serie b, ho una storia incasinatissima, compro canzoni per me a fine giornata lavorativa, da ricordi, e quanti anni hai mi fa ridere visto il contesto in cui mi trovo in quel preciso momento
1999 ho ventidue anni, esce rewind, sono felice senza saperlo
2000 ho ventitre anni, inizia un incubo, ascolto in random il vasco anni 80, non mi accorgo nemmeno di quel che ho intorno, non vivo, vegeto
2001 ho ventiquattro anni, esce stupido hotel e spero arrivi qualcuno a dirmi ti prendo e ti porto via, ma non succede nulla
2002 ho venticinque anni, tracks, ennesima raccolta, dò la svolta alla mia vita
2003-2004 ho venticinque/ventisette anni, il tasso entra nella mia vita, è vascofilo quasi quanto me, esce buoni o cattivi, non so ancora da che parte sono ma so che l’11 settembre saremo a trieste per il concerto
ora, non dico che nella mia vita ho sempre e solo ascoltato vasco però è innegabile che sia stato presente in gran parte dei momenti importanti. ha fatto da colonna sonora a innumerevoli crisi adolescenziali e ha viaggiato per mezza italia nel mio portatile quando mi spostavo per giocare a basket, chilometri e chilometri macinati ogni fine settimana.
non ho mai dato peso a chi mi diceva che vasco era ed è (?) un drogato, a me non interessa il vasco uomo, ha i suoi limiti e le sue debolezze come tutti, quel che mi interessa è unicamente il vasco cantante
restando in tema, piccolo spazio pubblicità:
no, grafikat.it non esiste più, il dominio è scaduto e oracomeora non ci son fondi
voglio questo, questo e questo UFFA
promemoria di un post:
irredentismo
nazionalismo
istria
la questione adriatica
del perchè la gente mi chiede se trieste è in italia
sauro e oberdan
del perchè mio padre nonostante sia nato a buie d’istria nel 48 sia irrimediabilmente italiano com’erano italiani i miei nonni
dell’esodo e varie amenità
del perchè gli “italiani” chiamavano fascisti gli istriani