Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog

Archive for Marzo, 2004...

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non sono sparita, mi limito ad osservarvi

Commenti (6) Posted by Silvia on Mercoledì, Marzo 31st, 2004

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C’è un mistero che non lo so
Quando ti vedo che cos’ho
Sento tremare lo stomaco
Qualcosa di profondo sai

Mi fa andar fuori di testa
Fuori di me
Io non capisco senza di te… (Oh no!?)
Il mondo che cos’è?
Ho camminato per strade sai
Ho fatto cose che non dovrei
Ho visto cose fantastiche
Ho avuto donne bellissime
Nessuna ha mai chiarito se
Il mondo è vero senza di te… (Oh no?)
Io credo di no!

Commenti (1) Posted by Silvia on Lunedì, Marzo 29th, 2004

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AUGURI TASSO

anniversario lontani
compleanno lontani

…e che ci frega, abbiamo una vita per festeggiare!

Commenti (2) Posted by Silvia on Martedì, Marzo 23rd, 2004

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un anno di treni, di ritardi, di stazioni, di telefonate, di messaggi
un anno di lacrime, di sospiri, di sorrisi, di baci, di abbracci
un anno di parole, di pensieri, di paure
semplicemente un anno di noi

Commenti (2) Posted by Silvia on Lunedì, Marzo 22nd, 2004

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Tu sola sei l’amore, tu sola sei davvero
Prima di te lo giuro non era stato mai
Ed ogni volta un tentativo
In questo mondo più cattivo
Cercando solamente amore
Avendo te come obiettivo

si, sono ossessiva e compulsiva ma, solo quando scrivo, sono spontanea

La conosci già a memoria
Che potresti raccontarla tu
La mia storia

ed è una delle poche cose che di me piace, lo so e di solito ci gioco su

Ed io non so se esisto ancora
Se questo cuore no, non s’innamora
Allora vieni in questa notte scura
E voleremo ancora via
Sorella mia

catàrsi emotive
però, ora ricordo, avevo un promemoria e promesse di grandi discorsi che poi, come sempre, non ho fatto; la pigrizia e la malinconia in questa casa sono da sempre ospiti attese
però, onestamente, come promemoria valeva poco visto che scrivo quel che mi passa per la testa nei momenti in cui le parole decidono di scendere dalle spalle e confluire tutte sulla punta delle dita
però. però. però.

Vita d’artista, simile ai folli
Sempre sull’orlo dei loro sogni
Dove la vita è un contorno indeciso
Tra il giorno e la notte, tra il pianto ed il riso

di delusioni potrei parlarvi per ore, di chi ho deluso e di chi mi ha deluso; capita, dicono, capita a tutti. per esperienza so che le delusioni nelle amicizie sono le più dure da superare e c’è chi, alle volte, decide di non aver amicizie nel senso stretto del termine ma soltanto semplici conoscenze. io, di mio, posso solo dirvi che, nel senso stretto del termine, me ne sbatto altamente del termine amicizia visto che, ora come ora, come concetto mi fa piuttosto ridere
l’amico è chi ti rigira il coltello nelle spalle, solo che lo fa con più gusto
di futuro potrei parlavi per pochi minuti visto che, ora, l’unica cosa certa è la mia partenza per bologna, a casa tasso, i primi di aprile. un nuovo inizio.
di passato potrei parlavi ad oltranza, soprattutto in questo momento, ascoltando vecchie canzoni e rievocando anni passati

ed era il 1993, domenica pomeriggio, perchè si andava a ballare tutte le domeniche pomeriggio [se non giocavo e se non ero in ritiro], solita pista, solita gente, solita musica
Vorrei sembrare per te
un bambino
e camminare
con te per mano
vorrei sedere
dietro quel banco
e tu maestra mi parlerai
insegna pure come si deve
come si deve una donna amare
regina tu comanda pure
c’e’ già la musica
per sognare
sciolgo le trecce e i cavalli
corrono
e le tue gambe eleganti
ballano

e c’ero io e c’era lui, altri non ne vedevo e non li volevo, ma soprattutto c’ero io e tutto il mio futuro davanti anche se non ci pensavo, io e la mia rabbia, io e la mia disperazione uguale ad altrettante disperate adolescenti lasciate a se stesse, io e la voglia di cancellare il mondo ma soprattutto di cancellare me stessa
e c’ero io che dicevo “scusa scusa bibo questa è la mia, questa la ballo fino alla fine, scusa scusa torno subito”
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l’alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te

e c’ero sempre io in mezzo alla pista, dimentica di tutti, con solo la voglia di ballare per buttar fuori tutto
e c’era lui che guardava gli amici, alzava le spalle e diceva “è mia quella, è un po’ matta, lo dicono tutti, ma senza di lei non vivo”

ne son passati di anni, ne son passate di cose, quel noi non esiste più, non in quel stretto termine, ora esiste un altro noi, molto più maturo e so che anche lui ne sarebbe contento perchè si cresce, si cambia e io, lo so solo io, quanto son cambiata
perchè non tutto resta come quando si ha 15 anni com’è giusto che sia, a poter tornare indietro cambierei troppe cose.
però. però. però.
ogni tanto ci penso, forse tutto quel che ho passato negli ultimi 10 anni altro non è servito che a farmi vivere questo presente. questo presente che i primi di aprile potrà quasi rivelarsi un sogno realizzato. chissà.

ma era poi questo che volevo scrivere, chissà, non credo. non dovrei mai scrivere ascoltando musica. a dire il vero non dovrei mai scrivere. almeno qui.

però son tante le cose che capisci crescendo; ora so
che esser di destra non è una cosa che devo nascondere perchè se ho la fortuna di incontrare persone intelligenti valuteranno la mia coerenza e solo dopo potranno commentare la mia scelta politica
che non esser perfetta alle volte può essere un vantaggio perchè ti aiuta a farti bella dentro prima che fuori, ma è una cosa che non tutti riescono a capire
che le persone che giudicano son quelle più insicure di se stesse
che chi ha bisogno di autoincensarsi è di solito chi ha poca stima di se stesso e il più delle volte ha ragione ad averne poca
che posso esser di destra e ascoltare cantanti di sinistra perchè, molte volte, la musica non ha colore

Il vostro corpo non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero
Tu sei libero di essere te stesso, questa è la libertà che hai, adesso e qui, e nulla ti può essere di ostacolo
-Il gabbiano Jonathan Livinston - Richard Bach-

per la colonna sonora del delirio si ringrazia: cammariere, vasco e de andrè

Commenti (5) Posted by Silvia on Mercoledì, Marzo 17th, 2004

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Sono lontano e mi torni in mente
t’immagino parlare con la gente…

Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante…

Commenti (11) Posted by Silvia on Sabato, Marzo 6th, 2004

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prossimamente devo parlarvi (anche se non ve ne frega mezza) di:
- delusioni
- ambizioni
- linkati e non
- futuro
- passato
- cinema & teatro
- letteratura
- commenti
- iobloggo vs splinder
- mucche

che vuol dire tutto e niente, come sempre…

Commenti (1) Posted by Silvia on Sabato, Marzo 6th, 2004