Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog

Archive for Febbraio, 2004...

Filed under solita vita

ci son giorni in cui scrivo soltanto per me, su fine carta di riso, parole chiuse in un cassetto che mai riuscirò a condividere con altri
ci son giorni, invece, in cui scrivo per tutti, dove emozioni&sfoghi son così prorompenti da esser codivisi con altri
ci son giorni, purtroppo, in cui il mondo mi fa così schifo da scrivere solo per poterci sputare su
due occhioni così azzurri non li ho più incontrati, forse perchè con il passare degli anni ho la brutta abitudine di enfatizzare un po’ tutto, anche i suoi occhi; anche se, posso assicurarvi, erano due tristi specchi del tormento che si portava dentro
a 14 anni capisci poco, pensi a nulla, sorridi sempre e scherzi continuamente diceva mia zia
sveva a 14 anni pensava sempre, piangeva troppo e veniva presa in giro ininterrottamente
io a 14 anni avevo la testa tra le nuvole, mi incazzavo parecchio, non badavo troppo alla vita che mi stava attorno
sveva la vedevo passare nei viali alberati, sempre vestita anche con la calura estiva e a nulla servivano i nostri richiami verso le fresche e azzurre onde
sveva che non si metteva mai in costume
sveva che non si metteva mai a ridere nella nostra inconsapevole adolescenza
sveva che di nascosto mangiava e piangeva, piangeva e mangiava
sveva bersaglio di tutte le orride battute di un gruppo idiota di adolescenti, triste icona di quel che non si doveva essere o diventare
silenziosa sveva che incassava senza ribattere
con leggerezza mi son scordata di sveva nelle estati seguenti, troppo presa da allenamenti e vita impegnata.
sveva triste e solitaria conoscenza estiva. sveva che si vergognava di vivere
sveva che odiava la vita più della morte
sveva che s’è tagliata la gola, da orecchio a orecchio, da sola, nella sua tristezza
quante volte, nel corso di anni, mi son fermata un momento nel pensare a quella lama. a quanto si deve odiare la vita per decidere di andarsene in una maniera così orrenda. a quanto riescono a fartela odiare la vita. a quanto riescono a farti odiare te stessa, tanto da annullarti completamente

Commenti (7) Posted by Silvia on Martedì, Febbraio 24th, 2004

Filed under solita vita

non c’è un singolo giorno, un singolo momento, un singolo pensiero, ogni singola mia scelta dove non siate con me, sempre, forse ora più di prima, quando eravate qui, quando mi bastava alzare il telefono per sapere dov’eravate
ora, ogni tanto mi chiedo, dove siete?
io non sono mai stata una nipote modello, ho deluso tante (troppe) aspettative, vostre, dei miei, di tanti. io non so nemmeno le date in cui son stata costretta a salutarvi per un’ultima volta. io sono quella che non porta mai un fiore. io forse, tra i quattro, son stata la nipote più sfuggente.
chissà dove siete, ora. me lo chiedo spesso. non si sicuro in quel metro di terra e marmo. non di sicuro dietro quella statica e fredda foto incorniciata.
mi spiace, non sono mai stata la nipote modello. non ho mai telefonato e fatto visite di rito. non ho mai fatto quelle ipocrite improvvisate per alleggerire il vostro portafoglio. sono sempre stata quella più chiusa. son sempre stata quella. quella. punto.
di cose da dire ne avrei tante. di quanto siate sempre stati i miei modelli come coppia, di quei 60 anni passati assieme, di quell’armonia che in casa mia non ho più ritrovato, di quella smiccia che non ho più bevuto, di quelle frittole che non voglio più mangiare, di quelle domeniche di gita in istria, di quei pomeriggi passati con la testa appoggiata al tavolo a guardarvi giocare a carte, di quei miei ricordi che potevo condividere solo con voi, di tutto quel che ora mi manca, di un padre che non parla di voi, di una famiglia distrutta per una stupida eredità, di una nipote che vi va a cercare tra le viti e gli ulivi, di me che ogni tanto mi chiudo, vi penso e piango
mi mancate e stasera mi rendo conto di quanto…

Commenti (6) Posted by Silvia on Lunedì, Febbraio 23rd, 2004

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sorridi e abbassi gli occhi un istante
e dici “non credo di essere così importante”

Una canzone per te come non è vero sei te!
ma tu non ti ci riconosci neanche
lei è troppo chiara e tu sei già troppo grande

bhe, ragazzi, grazie comunque del pensiero… un giorno metterò a disposizione l’mp3

Commenti (4) Posted by Silvia on Giovedì, Febbraio 19th, 2004

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appunto
chi dice che il carnevale bello sta solo a viareggio e/o venezia?
semplice
chi non conosce muggia e il suo carnevale…
intanto, per chi non conosce muggia [click] consiglio di consultare il portale di questo piccolo e ridente comune in quel di trieste
per chi non conosce il carnevale, consiglio il sito dedicato al carneval de muja [click]
piccole note
il carnevale si aprirà giovedì 19 febbraio con l’arrivo del re carnevale, ballo della verdura (niente sedani volteggianti bensì ballo in costume d’epoca), krapfen e frittole come se piovesse, bande a ruota libera per le vie cittadine (e vino a caduta per tutti nelle varie osterie)
l’apice del carnevale si raggiunge domenica, con la sfilata dei carri e relative maschere che inizierà alle 15.30, a seguire la premiazione e nuovamente bande a ruota libera per le vie
lunedì megafrittata, martedì casin casin casin e mercoledì funerale del carnevale con tanto di veglia funebre e vedove inconsolabili
però
cosa più importante, durante TUTTA la settimana di carnevale, si beve come alpini in libera uscita
quindi
se per una settimana non mi vedete, bhe, ora sapete bene il perchè…
note folli:
(e se volete ridere, gustatevi ste foto…)
1] mio padre vestito da zombie che zompa da una tomba [click]
2] mio padre vestito da duce (alè alè alè) [click]
3] mio padre vestito da elvis (verso la fine dei suoi giorni, con quei 40 kg in più…) [click]
4] mio padre vestito da esile ballerina classica [click]
5] io e mio padre (lui pavarotti, io ispirata pianista) [click]
6] marzia e mio padre (lei dalmata, lui crudelia, anche se sembra più un trans) [click]
7] io vestita da suora (e me ne vergogno ancora…) [click]
visto tutto questo
avete veramente intenzione di perdervi lo spettacolo?

Commenti (12) Posted by Silvia on Lunedì, Febbraio 16th, 2004

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la prima commedia l’ho fatta nel 1992 ma il teatro bene o male lo ricordo sempre presente nella mia vita, ben prima del 1992, decisamente… e c’è una cosa del teatro che ricordo, che associo sempre, è l’odore dei camerini. odore di belletti, di stoffe vecchie, di lacche per capelli, un odore inconfondibile. da piccola, quando accompagnavo mio padre, mi piaceva rimanere in un angolo delle quinte a vedere il chiassoso via vai delle persone, i piccoli riti che tutti hanno prima di entrare in scena, i piccoli isterismi delle prime donne e non, la preghiera prima di cominciare. è quasi un libro mai scritto ma che tutti conoscono, la paura del viola in scena, il chiodo storto che trovato dietro le quinte porta fortuna, del dirsi “merda” come portafortuna prima di andare in scena. ho vividi ricordi di, nel loro piccolo, grandi attori. un grande attore dal mio punto di vista, da sempre, non è quello strapagato, non è quello sulla bocca di tutti, i teatri di provincia spesso son pieni di grandi attori. un grande attore è colui che il pubblico lo capisce, che sta al gioco, che incanta. un grande attore non è chi ha il copione pieno zeppo di battute, che in scena è onnipresente. un grande attore è colui che riesce a farsi ricordare per quei 5 minuti passati in scena. non ho mai capito se mi piace di più far piangere o ridere il pubblico di certo so che qualsiasi cosa faccio è per l’applauso o la risata finale ed è quello scroscio sincero di applausi, che ti senti fremere sulla pelle, una delle botte di adrenalina più forti che son riuscita a provare in questi anni. vedere il viso attento della gente che beve le tue battute e ride perchè la fai ridere o piangere perchè la commuovi è lo stipendio più alto che mi possono dare. il momento dietro la quinta, con il respiro strozzato in gola, immediatamente prima di entrare il momento più magico che mi si possa regalare. quando smetto di esser io e divento magia, magia di un personaggio che creo e modello con la mia figura e voce, magia di una storia che vive e palpita su quel palcoscenico, magia che trasmetto al pubblico. il mio è un teatro dialettale, fatto di piccole storie ma di tanto cuore.


forse tutto questo mi mancherà quando vivrò lontano da trieste, quando il dialetto potrò parlarlo solo al telefono con i miei
forse
forse si e forse no
ora come ora
ho la netta sensazione che succederà come il basket e, presto, come internet. sarò così satura di persone stronze da mandar tutto all’aria, nauseata da quel che prima tanto mi piaceva…

Commenti (8) Posted by Silvia on Martedì, Febbraio 10th, 2004

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10 febbraio 47 - 10 febbraio 2004
giornata della memoria (corta, mi verrebbe da dire)
eh si, perchè ci si ricorda dell’esodo di 350.000 italiani solamente 60anni dopo, infondo, non tutti i morti son importanti da ricordare, soprattutto i propri, soprattutto quelli “scomodi”
va bhe
ho poco altro da dirvi, ho poca voglia di scrivere quel che penso e soprattutto poca voglia di arrabbiarmici su
in fondo
come oggi un vecchio e rincoglionito comunistoide con tanto di unità sotto il braccio ha detto: morti xe morti e quei val meno de zero
complimenti
non ho altro da aggiungere

qui: [click] un bel dibattito dove una sedicente signora triestina [si sospetta della minoranza, ovvio] da dimostrazione di non aver capito un cazzo della storia giuliana (studi, signora, studi che le fa bene…)
qui: [click] un po’ di informazione, che non vi fa di certo male
qui: [click] l’informativa dell’unione degli istriani

Commenti (8) Posted by Silvia on Martedì, Febbraio 10th, 2004

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potrei anche chiudere
per un po’ solo per un po’
inutile tenere aperto un blog se manca la voglia di interagire con il mondo…

Commenti (6) Posted by Silvia on Lunedì, Febbraio 9th, 2004

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il mi capo oggi s’è presentato con un cane che ha, ovviamente, deciso di piazzare a me e alla mia collega
indi
da oggi abbiamo un collega in più
sorge un problema: che nome possiamo dargli?
chiedo il vostro aiuto…
[è un maschietto di due mesi, sta sera agevolo la foto…]

edito in serata:
ecco il cane pisciatore a tradimento (oggi ne ha fatte già due, in giro per l’ufficio, mannaggiallui)

Commenti (15) Posted by Silvia on Mercoledì, Febbraio 4th, 2004