La malattia di Alzheimer, che rappresenta il 60 % di tutte le demenze, prende il nome da Alois Alzheimer (1864-1915), neurologo attivo ad Heidelberg e poi a Monaco, che ne descrisse tra il 1907 ed il 1911 le principali caratteristiche microscopiche cerebrali.
I sintomi sono:
[cit.: qui]
non mi interessano le vostre esperienze, non mi interessa la vostra finta/vera solidarietà, non mi interessa i vostri isterismi o le vostre provocazioni, non mi interessano nè i vostri tentativi di conforto nè la vostra indifferenza, non mi interessa il vostro ottimismo. non scrivo per voi, scrivo per me; questo per veder scritto quello che ancora non voglio capire e cioè che la persona che m’ha cresciuto non sa più chi sono, mi guarda senza riconoscermi. che il suo calvario inizia ora. che dopo una vita da incubo vivrà negli incubi. solo un mio personale promemoria per tener ben presente che questa cazzo di vita è una sola, soltanto una, che il 90% delle volte va a finire in merda, perchè se non sarà una malattia sarà di certo qualche altro schifo, ma resta quella, non si può cambiare, non si può aver sconti sulla pena, non si può tornare indietro. bisogna viverla, giorno per giorno, momento per momento e se oggi va bene del domani ci penserò domani, preferisco vivere l’oggi certo che il domani incerto. tutto qui. semplicemente. come sempre.