Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog
solita vita

non so aspettarti più di tanto
ogni minuto mi da
l’istinto di cucire il tempo
e riportarti di qua

chi mi conosce, bene intendo, non si preoccupa mai se mi vede con lo sguardo perso, l’espressione che pare [e dico pare] triste, estraniata nell’angolo più lontano da tutto e tutti, con una sigaretta che piano piano si lascia consumare avvolgendomi tra le spire del fumo. no, chi mi conosce bene sa che non sono triste in quei momenti; in quei momenti sto, semplicemente, pensando. forse il mondo è abituato all’evanescenza e all’allegria isterica delle finte bionde/rosse/nere certamente future veline e disconosce la persona che, ogni tanto capita, pensa.
no, non sono una che si taglia le vene; no, non sono una che legge poeti tragici e si deprime; no, non sono una che va in depressione e si veste di nero; no, non sono una che fa della sua camera il suo mondo; no, non sono una che non vive; no, non sono una che non ride.
non fate di me l’eterna infelice, perchè io non lo sono

ho un materasso di parole
scritte apposta per te

ma non era di questo che volevo scrivere in questa piovigginosa serata triestina, quando 400 km son dolorosamente tanti ma non fonte di disperazione e lacrime. volevo solo puntualizzare, credo, tutto qui, per qualcuno che di qui non passerà mai e che continuerà a non capirmi; cosa che, del resto, mi tange poco visto che, tronfiamente, preferisco non esser capita da tutti.
si diceva, non era di questo che volevo parlare e, a onor del vero, non era neppure questa la canzone che m’ha portato ad aprire l’editor. cosa succede oggi? niente di particolare, semplicemente e onestamente, sono più inconcludente del solito. però oggi è una serata da dalla a tutto volume e, nei vestiti nuovi che provo e riprovo, direi che mi ci sento bene perchè sto bene; fuori, dentro, attorno, che importa? sto bene e tanto basta. direi: “provo un piacere fisico, come quand’ero piccolo e guardavo dal portico di san luca, le luci della città”. bhe, insomma, la vita è strana, convenite vero? questa canzone da ragazzina l’avrò sentita talmente tante volte da non saperle contare. quella frase m’è rimasta in testa un po’ per gioco un po’ per un giro di note piacevoli. chissà. chissà che pensavo nei miei 14 anni quando la cantavo tra me e me. questo non ricordo. no, dei miei 14 anni ricordo poco. dei miei 26 anni posso dire invece che baciarti davanti al portico di san luca è un viaggio a ritroso che mi fa tornare serena la giornata. perchè la vita è strana. perchè dopo 12 anni quel portico ora vale una canzone stupenda e un’emozione che non si può scrivere. tutto qui. strana la vita vero?

testa dura, testa di rapa
vorrei amarti anche qua
nel cesso di una discoteca
o sopra al tavolo di un bar

e di cose da dire, come sempre e chi mi segue lo sa, c’è ne son tante, troppe. ma, chissà perchè poi alla fine non dico niente. probabilmente perchè parlarne sarebbe un po’ banalizzare le situazioni. dette da saffo, dette da neruda, dette già da tutti. dette e ridette. lette e stralette. sono mie e non sono banali e anche una pioggia a fine giornata, oggi, diventa incantevole.

io non chiedo più di tanto
anche se muoio son contento

si, è esattamente come pensate. come lorenzo me l’ha fatto notare l’altro giorno, bhe, prima o poi doveva succedere anche a me. si, indubbiamente doveva succedere. ne sono contenta. forse perchè tutto attorno è un po’ come primavera anche se ormai è iniziato ottobre. forse perchè non tutto è così perso come sembrava fino a poco fa. forse perchè c’è con chi condividere. forse perchè, si lo so, sono semplicemente fortunata. chissà.

canzone cercala se puoi
dille che non mi perda mai

sono parole fatte di niente, per tutti tranne che per me e, forse, per quei pochi che sanno, si leggono, mi leggono e capiscono. non pretendo che quel che scrivo sia accessibile a tutti, no, non lo pretendo per niente e nemmeno lo voglio. mi sta bene così. mi spiace, se non capite potete sempre passare ad altre letture. tutto qui. scrivo per me e di me. a modo mio. semplicemente.

io i miei occhi dai tuoi occhi
non li staccherei mai

tutto questo per dire cosa? solo che sono felice, per chi ancora, magari, non l’aveva capito. tutto qui. due semplici e banali parole. sono felice. sono. felice.

occhi di mare senza scogli
il mare sbatte su di me
che ho sempre fatto solo sbagli
ma uno sbaglio poi cos’è

e stasera c’è l’ospedale 6 [dopo il mio dovere, ovvio], ci sono chiacchiere e risate, ci sono discorsi e prese, c’è tutto e ci sei tu, non qui ma ci sei, e niente può andare storto…

scritto da Silvia il Mercoledì, Ottobre 1st, 2003


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