Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog

Archive for Ottobre, 2003...

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avevo un paio di considerazioni da fare, un paio di opinioni da esprimere, un paio di argomentazioni da proporre, un paio di scleri da dire, un paio di sassi da togliere e un paio di discorsi da definire
bha
mi sa che non ne vale proprio la pena…

bene, vado a chiudere la valigia, domani è venerdì, alle 18 c’è il treno, alle 18.30 l’intervista per i blogorroici e finalmente alle 22.20 c’è bologna fino a lunedì

Commenti (0) Posted by Silvia on Giovedì, Ottobre 30th, 2003

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e in mezzo a questo mare
cercherò di capire quale stella sei
perchè mi perderei
se dovessi capire che stanotte non ci sei
-la sera dei miracoli [lucio dalla]-

giusto per ricordare che nostalgica non vuol dire triste…mi manchi

Commenti (0) Posted by Silvia on Domenica, Ottobre 26th, 2003

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Life is bigger / La vita è più grande
It’s bigger than you / è più grande di te
And you are not me / e tu non sei me
The lengths that I will go to / le lunghezze che percorrerò
The distance in your eyes / la distanza nei tuoi occhi
Oh no I’ve said too much / oh no, ho detto troppo
I set it up / io l’ho provocato
That’s me in the corner / Quello sono io nell’angolo
That’s me in the spotlight / Quello sono io alla ribalta
Losing my religion / che perdo la mia religione
Trying to keep up with you / che cerco di sostenermi con te
And I don’t know if I can do it / e non so se posso farlo
Oh no I’ve said too much / oh no, ho detto troppo
I haven’t said enough / non ho detto abbastanza
I thought that I heard you laughing / pensavo di averti sentito ridere
I thought that I heard you sing / pensavo di averti sentito cantare
I think I thought I saw you try / penso che pensavo di averti visto tentare
Every whisper / Ogni sussurro
Of every waking hour I’m / di ogni ora di veglia, io sto
Choosing my confessions / scegliendo le mie confessioni
Trying to keep an eye on you / tentando di tenere un occhio su di te
Like a hurt lost and blinded fool / come uno sciocco ferito, perduto e accecato
Oh no I’ve said too much / Oh no, ho detto troppo
I set it up / io l’ho provocato
Consider this / Considera questo
The hint of the century / l’aiuto del secolo
Consider this / considera questo
The slip that brought me / l’errore che mi portò
To my knees failed / fallito alle mie ginocchia
What if all these fantasies / che importa se tutte queste fantasie
Come flailing around / arriveranno a colpire qui
Now I’ve said too much / ora ho detto troppo
I thought that I heard you laughing / pensavo di averti visto ridere
I thought that I heard you sing / pensavo di averti visto cantare
I think I thought I saw you try / penso che pensavo di averti visto tentare
But that was just a dream / ma quello era solo un sogno
That was just a dream / era solo un sogno

Commenti (0) Posted by Silvia on Sabato, Ottobre 25th, 2003

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La malattia di Alzheimer, che rappresenta il 60 % di tutte le demenze, prende il nome da Alois Alzheimer (1864-1915), neurologo attivo ad Heidelberg e poi a Monaco, che ne descrisse tra il 1907 ed il 1911 le principali caratteristiche microscopiche cerebrali.
I sintomi sono:

  • perdita significativa della memoria (amnesia);
  • cambiamenti di comportamento e alterazione della personalità;
  • perdita di iniziativa e di interesse;
  • problemi di linguaggio (afasia);
  • confusione;
  • perdita di orientamento nello spazio e nel tempo;
  • incapacità a riconoscere persone, cose e luoghi (agnosia);
  • incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita -lavarsi, vestirsi, mangiare (aprassia);
  • deliri e/o allucinazioni;
  • totale dipendenza da chi assiste.
    [cit.: qui]
  • non mi interessano le vostre esperienze, non mi interessa la vostra finta/vera solidarietà, non mi interessa i vostri isterismi o le vostre provocazioni, non mi interessano nè i vostri tentativi di conforto nè la vostra indifferenza, non mi interessa il vostro ottimismo. non scrivo per voi, scrivo per me; questo per veder scritto quello che ancora non voglio capire e cioè che la persona che m’ha cresciuto non sa più chi sono, mi guarda senza riconoscermi. che il suo calvario inizia ora. che dopo una vita da incubo vivrà negli incubi. solo un mio personale promemoria per tener ben presente che questa cazzo di vita è una sola, soltanto una, che il 90% delle volte va a finire in merda, perchè se non sarà una malattia sarà di certo qualche altro schifo, ma resta quella, non si può cambiare, non si può aver sconti sulla pena, non si può tornare indietro. bisogna viverla, giorno per giorno, momento per momento e se oggi va bene del domani ci penserò domani, preferisco vivere l’oggi certo che il domani incerto. tutto qui. semplicemente. come sempre.

    Commenti (0) Posted by Silvia on Martedì, Ottobre 21st, 2003

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    stremata e incazzata dopo gli ultimi messaggi:
    ma [cazzo] sapete guardare solo sta [merda] di template qui dentro? no perchè io in sto posto pure ci scrivo e ogni tanto, per scrivere, ci lascio pure pezzi d’anima
    quindi:
    se non siete capaci di leggere ma andate avanti guardando solo le figure NON commentate con i cazzutissimi messaggi “bel template” perchè me ne sbatto altamente dell’apparenza in quanto qui dentro curo soprattutto la sostanza
    grazie
    [certa oltretutto che lo capirà solo il 10% delle persone…purtroppo…] 

    Commenti (0) Posted by Silvia on Venerdì, Ottobre 17th, 2003

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    “…Non piangere per me. Non mi sono mai sentito così forte come in questa notte di attesa, che è l’ultima della mia vita. Tu sai che io muoio per l’Italia. Siamo migliaia di italiani, gettati nelle Foibe, trucidati e massacrati, deportati in Croazia falciati giornalmente dall’odio, dalla fame, dalle malattie, sgozzati iniquamente. Aprano gli occhi gli italiani e puntino i loro sguardi verso questa martoriata terra istriana che è e sarà italiana. Se il Tricolore d’Italia tornerà, come spero, a sventolare anche sulla mia Cherso, bacialo per me, assieme ai miei figli. Domani mi uccideranno. Non uccideranno il mio spirito, né la mia fede. Andrò alla morte serenamente e come il mio ultimo pensiero sarà rivolto a Dio che mi accoglierà e a voi, che lascio, così il mio grido, fortissimo, più forte delle raffiche dei mitra, sarà: “viva l’Italia!”
    stefano petris, carcere di fiume, ottobre 1945

    Commenti (0) Posted by Silvia on Lunedì, Ottobre 13th, 2003

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    premetto
    è domenica sera e mi girano le balle
    quindi spiegatemi
    - perchè una volta le marce della pace era tutto un allegro e ciabattante gruppo di suore & scout & pretini & giovani dell’associazione cattolica & volontari & disabili mentre oggi ci trovi bertinotti, bandiere della cgl e l’idiota di turno con la falce e martello disegnata in fronte che parla e straparla di cose che nemmeno lui capisce. aveva ragione il buon e vecchio don camillo [e per lui guareschi] quando si tratta di fede le bandiere, di qualsiasi colore, lasciatele a casa e camminate sventolando solo il vostro buonsenso
    - perchè il buon sirchia rompe le palle per il fumo [mia libera scelta] e mette quelle frasi così inutili sui pacchetti [forse ha una percentuale sui copripacchetti griffati che van molto di moda] e poi alla fin fine il suo stipendio salta fuori anche grazie agli introiti della vendita dei tabacchi?
    - perchè fan sti spot per incentivare le adozioni quando sappiamo benissimo che in italia è praticamente impossibile riuscire ad adottare un bambino senza prima star anni e anni a gettar soldi in stupide carte burocratiche e psicologi che te la menano per giorni facendoti il profilo psicologico quando si sa benissimo che i bambini restano negli orfanotrofi altrimenti gli stessi orfanotrofi vuoti col caiser vedrebbero i sussidi dello stato e non
    - perchè non sparano a quel cretino con i capelli lunghi [oltretutto con una faccia da gran culo] che spunta sempre dietro al cronista?
    - perchè quando dico che tendenzialmente sono di destra la gente mi guarda come se celassi un forno crematorio in cantina e non si rende conto che se la “destra” s’è macchiata di cose orribili anche la “sinistra” non è stata da meno, che la guerra è guerra e fa schifo da qualsiasi parte la guardi, che sono di trieste ed ho un passato e un presente diverso dal resto d’italia, che la storia va studiata bene e non a senso unico, che è una mia scelta e appunto perchè mia inutile rompermi le palle
    - perchè c’è gente che non avendo un cazzo da fare [e un cazzo dalla vita] va nei blog e inizia a sparare insulti senza capo nè coda mentre potrebbe prendersi le ore o playboy e andare a sfogare le sue frustrazioni in quel stanzino in fondo al corridoio
    - perchè ha smesso di lottare e ha deciso di mollarci tutti qui a star male anche per lei?
    - perchè mi fai stare così bene?
    - perchè sta cazzo di ruota non comincia a girare dal verso giusto anche per me, una volta, una volta soltanto?
    - perchè non spengo tutto e non vado a farmi una sigaretta alla faccia di sirchia, dei miei polmoni e soprattutto di chi mi vuol male?
    click

    Commenti (0) Posted by Silvia on Domenica, Ottobre 12th, 2003

    Filed under solita vita

    Saprai che non t’amo e che t’amo
    perché la vita è in due maniere,
    la parola è un’ala del silenzio,
    il fuoco ha una metà di freddo.
    Io t’amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l’infinito,
    per non cessare d’amarti mai:
    per questo non t’amo ancora.
    T’amo e non t’amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.
    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t’amo quando non t’amo
    e per questo t’amo quando t’amo.
    (Pablo Neruda)

    Commenti (0) Posted by Silvia on Venerdì, Ottobre 10th, 2003

    Filed under solita vita

    non so aspettarti più di tanto
    ogni minuto mi da
    l’istinto di cucire il tempo
    e riportarti di qua

    chi mi conosce, bene intendo, non si preoccupa mai se mi vede con lo sguardo perso, l’espressione che pare [e dico pare] triste, estraniata nell’angolo più lontano da tutto e tutti, con una sigaretta che piano piano si lascia consumare avvolgendomi tra le spire del fumo. no, chi mi conosce bene sa che non sono triste in quei momenti; in quei momenti sto, semplicemente, pensando. forse il mondo è abituato all’evanescenza e all’allegria isterica delle finte bionde/rosse/nere certamente future veline e disconosce la persona che, ogni tanto capita, pensa.
    no, non sono una che si taglia le vene; no, non sono una che legge poeti tragici e si deprime; no, non sono una che va in depressione e si veste di nero; no, non sono una che fa della sua camera il suo mondo; no, non sono una che non vive; no, non sono una che non ride.
    non fate di me l’eterna infelice, perchè io non lo sono

    ho un materasso di parole
    scritte apposta per te

    ma non era di questo che volevo scrivere in questa piovigginosa serata triestina, quando 400 km son dolorosamente tanti ma non fonte di disperazione e lacrime. volevo solo puntualizzare, credo, tutto qui, per qualcuno che di qui non passerà mai e che continuerà a non capirmi; cosa che, del resto, mi tange poco visto che, tronfiamente, preferisco non esser capita da tutti.
    si diceva, non era di questo che volevo parlare e, a onor del vero, non era neppure questa la canzone che m’ha portato ad aprire l’editor. cosa succede oggi? niente di particolare, semplicemente e onestamente, sono più inconcludente del solito. però oggi è una serata da dalla a tutto volume e, nei vestiti nuovi che provo e riprovo, direi che mi ci sento bene perchè sto bene; fuori, dentro, attorno, che importa? sto bene e tanto basta. direi: “provo un piacere fisico, come quand’ero piccolo e guardavo dal portico di san luca, le luci della città”. bhe, insomma, la vita è strana, convenite vero? questa canzone da ragazzina l’avrò sentita talmente tante volte da non saperle contare. quella frase m’è rimasta in testa un po’ per gioco un po’ per un giro di note piacevoli. chissà. chissà che pensavo nei miei 14 anni quando la cantavo tra me e me. questo non ricordo. no, dei miei 14 anni ricordo poco. dei miei 26 anni posso dire invece che baciarti davanti al portico di san luca è un viaggio a ritroso che mi fa tornare serena la giornata. perchè la vita è strana. perchè dopo 12 anni quel portico ora vale una canzone stupenda e un’emozione che non si può scrivere. tutto qui. strana la vita vero?

    testa dura, testa di rapa
    vorrei amarti anche qua
    nel cesso di una discoteca
    o sopra al tavolo di un bar

    e di cose da dire, come sempre e chi mi segue lo sa, c’è ne son tante, troppe. ma, chissà perchè poi alla fine non dico niente. probabilmente perchè parlarne sarebbe un po’ banalizzare le situazioni. dette da saffo, dette da neruda, dette già da tutti. dette e ridette. lette e stralette. sono mie e non sono banali e anche una pioggia a fine giornata, oggi, diventa incantevole.

    io non chiedo più di tanto
    anche se muoio son contento

    si, è esattamente come pensate. come lorenzo me l’ha fatto notare l’altro giorno, bhe, prima o poi doveva succedere anche a me. si, indubbiamente doveva succedere. ne sono contenta. forse perchè tutto attorno è un po’ come primavera anche se ormai è iniziato ottobre. forse perchè non tutto è così perso come sembrava fino a poco fa. forse perchè c’è con chi condividere. forse perchè, si lo so, sono semplicemente fortunata. chissà.

    canzone cercala se puoi
    dille che non mi perda mai

    sono parole fatte di niente, per tutti tranne che per me e, forse, per quei pochi che sanno, si leggono, mi leggono e capiscono. non pretendo che quel che scrivo sia accessibile a tutti, no, non lo pretendo per niente e nemmeno lo voglio. mi sta bene così. mi spiace, se non capite potete sempre passare ad altre letture. tutto qui. scrivo per me e di me. a modo mio. semplicemente.

    io i miei occhi dai tuoi occhi
    non li staccherei mai

    tutto questo per dire cosa? solo che sono felice, per chi ancora, magari, non l’aveva capito. tutto qui. due semplici e banali parole. sono felice. sono. felice.

    occhi di mare senza scogli
    il mare sbatte su di me
    che ho sempre fatto solo sbagli
    ma uno sbaglio poi cos’è

    e stasera c’è l’ospedale 6 [dopo il mio dovere, ovvio], ci sono chiacchiere e risate, ci sono discorsi e prese, c’è tutto e ci sei tu, non qui ma ci sei, e niente può andare storto…

    Commenti (0) Posted by Silvia on Mercoledì, Ottobre 1st, 2003