Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog
solita vita

si, ecco, direi che la giornata di oggi potrebbe esser cancellata, se qualcuno, cortesemente, mi indica il tasto delete renderebbe una silvia felice
sto a pensare ad altro, ora, nella mia camera, giocando con un chupa chups enorme [*], lo faccio rimbalzare con il piede da minuti, tunf, tunf, tunf, ogni calcio è un piccolo grumo di amarezza che mando via, tunf, tunf, tunf, direi che la colonna sonora in questo momento è un qualcosa di misto tra cammariere, dalla, de gregori e qualche canzone brasiliana, tunf, tunf, tunf, comincia a darmi sui nervi il rumore, lo calcio lontano, tunf, quasi a scagliare via tutto il dolore in una volta sola
non mi va di parlare della giornata di oggi, è stato un qualcosa di terribile, alle 17 però c’era un cielo così blu e un’aria così serena che tornarmene a casa sembrava un delitto, non so quanto qualche psicanalista potrà essere d’accordo con le scelte che personalmente faccio per tirarmi su il morale, io so solo che ho la fortuna di avere l’ambrogio [*] che anche da malato non si sottrae mai al suo compito, quello di farmi scappare dalla tristezza ed ho la fortuna di stare a trieste [*] che per quante ne me combini riesce a farmi tornare il buon umore. ed è andata così, come va sempre quando mi prendono i momenti bui, l’ambrogio ha cantato fino alla prima bitta sul mare e m’ha lasciato lì, a lacrimare guardando le onde.
succede ogni tanto di esser in contrasto con il mondo e con se stessi, perchè la vita non è una caduta di petali di rosa, per me non lo è mai stata, però ho molte fortune, anche se spesso me ne dimentico. ho un padre che, nonostante non abbia mai fatto svolto il suo ruolo, ha la potenzialità di capire i momenti bui e di mettermi tra le mani una tazza di latte e cioccolata che, si sa, addolcisce tutto. ho un cane [*] che, nonostante non sia del tutto mio, ha la potenzialità di donare amore senza stare a pretendere nulla in cambio. ho un posto speciale [purtroppo la foto devo ancora svilupparla] dove andarmi a rifugiare quando tutto va un po’ storto.
ecco, potete, chi vuole ovviamente, immaginarmi così. seduta su una sedia a sdraio, con pantaloni beige e infagottata in una giacca a vento verde militare, con le ginocchia tirate contro il mento mentre guardo le barche ormeggiate che beccheggiano e ascolto il vento che passa tra le canne della riva. con un cane da guardia grande e grosso come tutta la sdraio [*] che si fa accarezzare la testa, socchiudendo gli occhi e ronfando piano piano. mi piace guardare rio. lo guardo per ore, soprattutto quando non fa niente di particolare, mentre sta lì a grattarsi un orecchio o mentre dorme su un fianco con l’abbandono tipico dei bambini, oppure quando fa il matto e gioca o quando lo abbraccio e si sente lacrimare addosso e mi lecca piano la mano, come a voler portar via tutto il male che mi ritrovo dentro.

scritto da Silvia il Giovedì, Settembre 4th, 2003


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