come posso dedicarti una sola strofa quando per me sei come un’intera tracklist di mp3 sublimi…
Archive for Settembre, 2003...
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26 settembre
mio padre questa mattina facendo colazione mi chiede: che giorno è oggi?
26 settembre papà, è il 26…
lui mi guarda, mi sorride e dice: capisco
a me le ricorrenze non sono mai piaciute, non vado mai a portar fiori in cimitero nei giorni prestabiliti da qualcun altro, a dire il vero non ci vado quasi mai perchè se ho voglia di parlare con i nonni o averli ancora vicino non sarà di certo il fermarmi vicino a una lastra di marmo il mio conforto. andrò tra le vigne che mio nonno ha curato per 40 anni o tra le botteghe di rione dove tutti conoscevano mia nonna e dove tutti mi fermano per raccontarmi aneddoti che ormai so a memoria.
c’è solo una data che ricordo, il 26 settembre, che per assurdità non a nemmeno ha che fare con la mia famiglia.
non saprei dire a quando risale, non posso nemmeno dirvi quando è iniziata la mia passione per il teatro visto che io in un teatro ci sono nata e cresciuta. direi che ognuno nella vita ha un modello o ideale, ma nemmeno questo è giusto, perchè io non l’ho mai idolatrata. io so soltanto che potrei guardare roma città aperta, la rosa tatuata, bellissima, infinite volte senza mai stancarmi di guardarla e se penso che un 26 settembre di 30 anni fa una malattia è riuscita a vincerla non ci credo fino in fondo. perchè quella voglia di vivere, quel modo di interpretare, quegli occhi che ti si piantano addosso e che senti bruciarti addosso vivono ancora.
io non so scriver belle parole, così come non ho voglia di raccontarvi questa mia passione perchè, appunto, è mia. però, per tutti quelli che non la conoscono e che dovrebbero conoscerla, lascio questo, solo un piccolo tributo….
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Vai via da qui
e la solitudine
diventa un’ombra che
scava nell’anima
e io così
voglio distruggerla
cercando intorno a me
solo la musica…
manchi tu qui con me
non ci sei più e non so più perché
vorrei uscire stanotte,
dimenticare il tuo nome.
Dimmi che
ci sono io per te
in questa vita che
nessuna certezza mi dà,
manda via
la solitudine
finché la musica
solo per noi suonerà.
Parole
camaleontiche
diventano note
scavate nell’anima;
è come se
ogni parola che
parli d’amore
diventi musica…
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un giorno come tanti davanti a un noto pesce dell’alto adriatico alla griglia
[s] secondo te l’essere felici è uno stato d’animo autentico oppure solo un’illusione?
-f- è uno stato d’animo autentico però bisogna starci attenti se diventa uno stato idilliaco e prolungato
[s] perchè?
-f- perchè nella vita ci sono alti e bassi, questo è il giusto equilibrio, se ci sono solo alti vuol dire che qualcosa non funziona
[s] finzione?
-f- purtroppo spesso si, ma non pensare che un “basso” vuol dire sofferenza e disperazione, una litigata non è una fine
[s] è normale aver paura?
-f- silvia…
[s] eh?
-f- che paura?
[s] paura di perdere qualcosa o qualcuno, che finisca tutto
-f- è normale aver paura, vuol dire che a quel qualcosa o qualcuno ci tieni molto, basta non diventare ossessivi e paranoici
[s] sono paranoica?
-f- no, sei solo insicura
[s] di quel qualcosa o qualcuno?
-f- silvia…
[s] eh?
-f- non girarci attorno, sappiamo tutti e due di che si parla no? sei insicura di te stessa
[s] è una malattia grave?
-f- no, direi che è guaribilissima
[s] però è normale
-f- si è normale
[s] ah bhe, figurati se ho qualcosa di particolare io, son banale…
-f- silvia…
[s] eh?
-f- mi devo arrabbiare?
[s] mhh?
-f- non sei banale, anzi, sei sempre stata al di fuori di ogni banalità, lo sai, non serve che te lo dica io
[s] si però…
-f- però devi star ad ascoltar di meno chi parla solo per dar aria ai denti, tutto qui
[s] ma io…
-f- tu non hai bisogno di dimostare niente a nessuno, nè la gente ha da pretendere chissà che da te. se ti vogliono conoscer sul serio per come sei e per quello che sai dare bene, altrimenti è una perdita loro
[s] è che mi sento così…
-f- insicura?
[s] si, ogni tanto si
-f- e cosa ti farebbe sentir più sicura?
[s] delle certezze, credo…
-f- le certezze nella vita sono grandi fregature. ora cerca di esser solo certa e sicura di quel che fai e fallo con passione e impegno
[s] si, questo è certo, di sicuro non mollo
-f- vedi… ho sempre detto che tuo padre è fortunato, sei la figlia che vorrei avere
[s] sai cosa?
-f- cosa?
[s] sei il padre che chiunque vorrebbe avere
[s] …
-f- …
[s] ahahahhahah che mielosi, patetici come un polpettone infrasettimanale di mediaset
-f- mhh… sai qual’è il problema?
[s] quale?
-f- ehehheeheh tutto sto fosforo ci fa male! …e poi sai che ti dico?
[s] …?
-f- sempre allegri e mai passion viva là e po’ bon
[nei pensieri di s]
la mia più grande fortuna è avere intorno gente che sa andare oltre a ogni stupida, banale, errata e inutile apparenza
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metà settembre. iniziano a cadere le prime foglie. il carso inizia a prendere lo stupendo colore giallo-rosso. io inizio la mia cara vita di lavoro (8 ore) e studio (5 ore). come direbbe il tasso la situazione è un po’ pesa ma riuscirò a farcela [probabilmente con la mia fedele valeriana, ma riuscirò a farcela]
oddio
indubbiamente certe mattine dopo aver studiato fino a tardi ho bisogno di tirarmi su, quindi se abitate in zona poggi e sentite un my sharona a tutto volume alle 6.40 di mattina non state a preoccuparvi e, con un sospiro, giratevi dall’altra parte dicendo pure: è solo quella rincoglionita della [silvia]
poi
se verso le 7.45 vedete un ambrogio [inteso come scooter] impazzito lanciato a folle velocità [65 km/h, porello di più non ce la fa] in direzione noghere alzate il volume dell’autoradio e, con un sorriso, dite pure: è solo quella ritardataria della [silvia]
invece
se verso le 17-18 sentite un ronzio fastidioso e persistente alle vostre spalle [tipico di ambrogio’s scarico rotto], siete in zona centro e venite sorpassati da un bacherozzo nero che si porta in groppa un essere strano con giacchino verde muffa, accendetevi pure la sigaretta e, con un mezzo sorriso, pensate pure: è solo quella studiosa della [silvia]
insomma
fate tutto con un sorriso ed evitate di stirarmi con la macchina come invece oggi ha tentato di fare una zastava targata koper!
e
per i triestini on line [che possono capirmi]
e
sulle note di “che sarà”
io direi di intonare:
Zastava, Zastava, Zastava-a-a
ti ze machina che tuti gavarà
con speceto retrovizor che ze come televizor
Zastava, Zastava, Zastava
Machina mia, che ti sta in concessionaria
tuta lustra come un grande machinon
ti ze machina sai bela ti ga mile opzional
Zastava, ti ze machina che val.
Zastava, Zastava, Zastava-a-a
ti ze machina che tuti gavarà,
ti ga specieto retrovizor grande come televizor,
Zastava, ti ze auto che val.
Amici miei ga tuti Mini Minor
altri ga Zinquezaento jala
ti ze blu scuro, ti xe maron, ti ti ze color che ti ti vol
Zastava ti xe auto multicolor
Zastava, Zastava, Zastava-a-a
ti ze machina che tuti gavarà,
ti ti ze machina special
mi ti go ciolto per Nadal
Zastava ti ze machina che val
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LE BRET: ma così dov’è che arriverai? qual’è il tuo piano?
CIRANO: erravo come in un labirinto, c’eran troppi partiti da prendere. l’istinto mi fe’ scegliere…
LE BRET: quale?
CIRANO: il più semplice. elessi di distinguermi sempre, e comunque potessi.
da Cirano di Bergerac - Edmond Rostand
mai letto il cirano? bhe, è uno dei tanti libri da leggere [ovviamente nella traduzione di mario giobbe, nella versione teatrale, edito da oscar mondadori sez. teatro]
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“il libro della vita, in copia unica e non riproducibile, ha molte pagine da leggere e soprattutto da scrivere. Basta trovare il coraggio di girare pagina dove ci si è incagliati. Come si fa coi libri difficili quanto non si capisce niente, sicuri che poi si capirà. “O mangi la minestra o salti dalla finestra”, già, ma saltando dalla finestra non è detto che si debba per forza cadere. E’ possibile che s’impari addirittura a volare…”
Guido Piccoli
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ma il terremoto, voi, l’avete sentito?
… e io pensavo fosse solo il mio cuore che batteva forte perchè mi manchi
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anche i 26 sono ormai archiviati, inesorabilmente è arrivato il 7 settembre cercando, come ogni anno, di mettermi contro il muro per fare il bilancio dell’anno appena trascorso
bhe
io di bilanci ne ho già fin sopra i capelli nelle mie 8 ore di lavoro
quindi
ringrazio tutti quelli che mi hanno inviato mail, sms o han lasciato messaggi con gli auguri
decisamente
la festa è andata bene qui [click] potete vedere com’era organizzata e chi è potuto venire
per le solite curiose
posso anche illustrarvi i regali. mia nonna: una felpa [*], lo yumesfuff (mochi, angy e mirko): una borsetta + 2 bagnoschiuma (gianduia e fragolina di bosco) + 1 crema per il corpo (marzapane) + pochette firmato aquolina [*], la elena (e moroso): un braccialetto che può diventare anche collana [*], sonia e sabrina: due libri [*], lorena - giuly - andrea: un bellissimo ciondolo con un geco in alluminio e oro [*], marzia: un portafoto mucca e un portachiavi di hello kitty [*], il miccio: una bellissima borsa di hello kitty [*], il tasso invece mi ha fatto il regalo più bello: la sua presenza ^_^ (e un pallone da basket [*], un libro sui bolognesi [*], i biglietti del treno per bologna ^_^ che sia un invito a tornare?
e un ultimo regalo, anzi due, che sappiamo noi, solo noi e che a voi di certo importa poco :P)
note salienti della serata
il miccio [*] invasatissimo ha cantato tutta la serata ^_^ mentre il tasso ha concesso solo una performance di “vita spericolata” [riuscita parecchio bene]
la silvia dopo la 4 grappina di felice biascicava un po’ le parole però è riuscita splendidamente a rimaner semi sobria fino alla fine
rio è stato bravissimo e non ha rotto per niente le scatole, anzi, ha conquistato più di una persona
che dire
vi ringrazio veramente tanto per la splendida serata ^_^
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si, ecco, direi che la giornata di oggi potrebbe esser cancellata, se qualcuno, cortesemente, mi indica il tasto delete renderebbe una silvia felice
sto a pensare ad altro, ora, nella mia camera, giocando con un chupa chups enorme [*], lo faccio rimbalzare con il piede da minuti, tunf, tunf, tunf, ogni calcio è un piccolo grumo di amarezza che mando via, tunf, tunf, tunf, direi che la colonna sonora in questo momento è un qualcosa di misto tra cammariere, dalla, de gregori e qualche canzone brasiliana, tunf, tunf, tunf, comincia a darmi sui nervi il rumore, lo calcio lontano, tunf, quasi a scagliare via tutto il dolore in una volta sola
non mi va di parlare della giornata di oggi, è stato un qualcosa di terribile, alle 17 però c’era un cielo così blu e un’aria così serena che tornarmene a casa sembrava un delitto, non so quanto qualche psicanalista potrà essere d’accordo con le scelte che personalmente faccio per tirarmi su il morale, io so solo che ho la fortuna di avere l’ambrogio [*] che anche da malato non si sottrae mai al suo compito, quello di farmi scappare dalla tristezza ed ho la fortuna di stare a trieste [*] che per quante ne me combini riesce a farmi tornare il buon umore. ed è andata così, come va sempre quando mi prendono i momenti bui, l’ambrogio ha cantato fino alla prima bitta sul mare e m’ha lasciato lì, a lacrimare guardando le onde.
succede ogni tanto di esser in contrasto con il mondo e con se stessi, perchè la vita non è una caduta di petali di rosa, per me non lo è mai stata, però ho molte fortune, anche se spesso me ne dimentico. ho un padre che, nonostante non abbia mai fatto svolto il suo ruolo, ha la potenzialità di capire i momenti bui e di mettermi tra le mani una tazza di latte e cioccolata che, si sa, addolcisce tutto. ho un cane [*] che, nonostante non sia del tutto mio, ha la potenzialità di donare amore senza stare a pretendere nulla in cambio. ho un posto speciale [purtroppo la foto devo ancora svilupparla] dove andarmi a rifugiare quando tutto va un po’ storto.
ecco, potete, chi vuole ovviamente, immaginarmi così. seduta su una sedia a sdraio, con pantaloni beige e infagottata in una giacca a vento verde militare, con le ginocchia tirate contro il mento mentre guardo le barche ormeggiate che beccheggiano e ascolto il vento che passa tra le canne della riva. con un cane da guardia grande e grosso come tutta la sdraio [*] che si fa accarezzare la testa, socchiudendo gli occhi e ronfando piano piano. mi piace guardare rio. lo guardo per ore, soprattutto quando non fa niente di particolare, mentre sta lì a grattarsi un orecchio o mentre dorme su un fianco con l’abbandono tipico dei bambini, oppure quando fa il matto e gioca o quando lo abbraccio e si sente lacrimare addosso e mi lecca piano la mano, come a voler portar via tutto il male che mi ritrovo dentro.
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si, decisamente questo non è più il mio posto…
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ma resisto resisto resisto
non ci saranno più stupide crisi ad appannarmi la vita
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quando ti senti senza futuro
quando vuoi ma non puoi
quando quel che vuoi non è detto sia voluto anche dagli altri
quando ti senti in trappola
quando “accontentati che tu non puoi aspirare di meglio”
quando vorresti gridare
quando ti ritrovi con la gola strozzata
quando non puoi far quella che si incazza ogni 10 minuti
quando non serve incazzarsi tanto non cambiano
quando vorresti solo uscire, iniziare a camminare e non tornare più indietro…