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la notte spegnerà le luci sul palco, il nostro canto e questa città
chissà se rimarrà il senso profondo del nostro incontro
è tardi, tardissimo, ma c’è ancora tempo di pensare con una meravigliosa accesa [brizzi docet] a guardare il cielo e a contare le nuvole
ricorderai il mio viso e le tue lacrime
(dove sei dove sei)
è una nevrosi signora, solo una nevrosi, un giorno, forse, potrà guarire, un giorno, forse, guarirà
[chi è?]
cosa sono queste parole&canzoni&frasi che mi girano in testa e chi sei tu che chiami in questa notte dove la pazzia esce tranquilla a vagare in stanza troppo buie per poter cantare sereni e assorti
(perchè perchè perchè)
dove sono scritte le sofferenze
dove | mai | potrò | strappare | quelle | pagine
[sono io]
cosa sono queste voci insistenti che solo io sento mentre parlo con una luna indifferente e distratta, continue e fastidiose voci sotto la pelle, oscene e velenose come serpenti neri, rilasciano il loro oscuro veleno in un sangue troppo bianco per essere sincero
(non sono io, giuro, non sono io)
non sono io che parlo, non sono io che scrivo queste assurde frasi in queste assurde ore, giuro, non sono io
[cosa vuoi?]
si lo so che cos’ho, si lo so bene come si chiama, si lo so bene che si cura, io so tutto, so tutto
(non so nulla, io | non | so | proprio | nulla)
mi scotta le dita questa sigaretta che si è consumata assieme a pensieri che troppo spesso faccio finta di non pensare come spesso faccio finta di non vivere
[volevo solo sentirti]
non chiamarmi, io non esisto più, non c’è più nulla qui che ti possa tener compagnia nelle notti insonni
(vai via vai via vai via vai via)
tu godi solo nell’anonimo
questa insostenibile leggerezza dell’essere
scritto da Silvia il Martedì, Luglio 8th, 2003
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