Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog

Archive for Luglio, 2003...

Filed under solita vita

ci son certe sere, esattamente come questa, dove lo sentirsi soli diventa un dolore fisico. parte dal centro dello stomaco, come un lieve e fastidioso crampo, per poi risalire fino alla gola, come un brivido spiacevole, strozza le parole e pulsa tra le tempie. star da soli, la domenica notte, fa schifo.
ora non so esattamente cosa mi stia succedendo in questo periodo, vedo mia madre che mi guarda e sulle labbra le leggo quella domanda che poi non riesce mai a fare.
[sei felice?]
in casa non si fanno certi discorsi, mai, meglio non sapere, mai, meglio non aprire porte che poi risulterebbe difficile chiudere. meglio non sapere.
[non ti pesa l’ipocrisia?]
mi manca mia sorella, tantissimo, che son ormai più di due settimane che non la vedo, che c’è da pensare al regalo perchè domenica fa tredici anni, che leggo e rileggo le letterine che lascia sparse nella mia camera quando non ci sono, che so di esser poco presente però mi racconto che è estate ed ha altri pensieri di una vecchia sorella venticinquenne.
[è domenica…]
oggi su un treno anonimo, a luci spente, ho parlato per ore con giuly. come ormai non capitava da tempo, da anni, perchè i sabati sera non sono mai fatti per parlare come si parla in un treno anonimo, a luci spente. siamo cambiate, dio se siamo cambiate, ognuna nella sua direzione, ognuna nella sua vita, ognuna nelle sue storie.
[ed io? ed io? ed io? ed io? ed io? ed io?]
e poi ci son quei discorsi che non voglio mai fare, perchè spaventano, perchè si sanno già le risposte e allora si vive avanti, si vive lo stesso anche senza fermarsi a pensare che le cose poi non andranno proprio come si pensa possano andare e allora cosa, bho, e allora non lo so, so solo che all’una passata, in una domenica notte dove star soli fa tanto male da star bene, metto ligabue nelle cuffie e fumo senza poi pensare a tutti i discorsi già fatti, ascolto parole già scritte, scritte per far soldi, non dico di no, ma che in queste domeniche notte ti fan quasi pensare siano scritte per te

Anch’io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos’altro, bisogna fare i conti con quello che c’è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c’è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx… Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo…

Commenti (0) Posted by Silvia on Lunedì, Luglio 28th, 2003

Filed under solita vita

si, sta sera forse tornerò a scrivere, sta sera, forse…
ma ora si esce, senza problemi e senza pare perchè a igor va bene così. non servono fronzoli, non servono posticci, lui vuole solo [silvia] che l’ascolti per una sera intera
ridendo, scherzando e parlando con lui, per lui e di lui
e [silvia] è contenta di farlo perchè i pochi amici sono una delle poche gioie che illuminano le serate afose triestine

Commenti (0) Posted by Silvia on Lunedì, Luglio 21st, 2003

Filed under solita vita

pochissime cose da dire, ma tante da fare
me ne vado al solito w.e. bolognese…

Commenti (0) Posted by Silvia on Venerdì, Luglio 18th, 2003

Filed under solita vita

mi spiace l’utente da lei desiderato non è raggiungibile da queste cazzate
[tutor docet]

Che ti succede amico estetico
rincoglionirsi non conviene
non leggi manco la Repubblica
non ti solleva Milan Kundera, Milan Kundera, Milan Kundera.
La barba lunga e sintomatica
di un grave virus postatomico
non ti hanno visto al foro italico
tu godi solo nell’anonimo.
Perché tu, non ci sei più,
si, si, si ,mi sento perso da te
Ti stai innamorando? No, no, no, no
ti stai innamorando? Io no, io no, io no, io no
ti stai innamorando? Questa insostenibile leggerezza dell’essere.
Almeno dimmi è ricco e nobile
oppure è un frutto periferico
ragiona solo per un attimo, se no gli amici a cosa servono
parliamone, parliamone.
Perché tu, non ci sei più,
si, si, si ,mi sento perso da te
Ti stai innamorando? No, no, no, no
ti stai innamorando? Io no, io no, io no, io no
ti stai innamorando? Questa insostenibile leggerezza dell’essere.
La mia Africa, 9 settimane e 1/2
con la stessa donna, nella stessa sera.
Ti stai innamorando? Sì. sì, sì, sì
ti stai innamorando? Sì, si, sì, sì
ti stai innamorando? Sì, si, sì, sì
ti stai innamorando? Questa insostenibile leggerezza dell’essere

profondo 70 e profondo venditti, profondo come il momento che sto vivendo, ora e qui, come disse il gabbiano jonhatan livingstone in un libro tanto bello da risultare quasi perfetto, quasi però, un giorno vi parlerò di quanto è significato, un giorno però, oggi ho da pensare
magari domani, forse, vi parlerò delle splendide chiacchiere di oggi, fatte con due splendide persone speciali per loro natura e speciali per mio assoluto volere, domani però, oggi ho da fare

Commenti (0) Posted by Silvia on Giovedì, Luglio 10th, 2003

Filed under solita vita

[toc toc]
la notte spegnerà le luci sul palco, il nostro canto e questa città
chissà se rimarrà il senso profondo del nostro incontro
è tardi, tardissimo, ma c’è ancora tempo di pensare con una meravigliosa accesa [brizzi docet] a guardare il cielo e a contare le nuvole
ricorderai il mio viso e le tue lacrime
(dove sei dove sei)
è una nevrosi signora, solo una nevrosi, un giorno, forse, potrà guarire, un giorno, forse, guarirà
[chi è?]
cosa sono queste parole&canzoni&frasi che mi girano in testa e chi sei tu che chiami in questa notte dove la pazzia esce tranquilla a vagare in stanza troppo buie per poter cantare sereni e assorti
(perchè perchè perchè)
dove sono scritte le sofferenze
dove | mai | potrò | strappare | quelle | pagine
[sono io]
cosa sono queste voci insistenti che solo io sento mentre parlo con una luna indifferente e distratta, continue e fastidiose voci sotto la pelle, oscene e velenose come serpenti neri, rilasciano il loro oscuro veleno in un sangue troppo bianco per essere sincero
(non sono io, giuro, non sono io)
non sono io che parlo, non sono io che scrivo queste assurde frasi in queste assurde ore, giuro, non sono io
[cosa vuoi?]
si lo so che cos’ho, si lo so bene come si chiama, si lo so bene che si cura, io so tutto, so tutto
(non so nulla, io | non | so | proprio | nulla)
mi scotta le dita questa sigaretta che si è consumata assieme a pensieri che troppo spesso faccio finta di non pensare come spesso faccio finta di non vivere
[volevo solo sentirti]
non chiamarmi, io non esisto più, non c’è più nulla qui che ti possa tener compagnia nelle notti insonni
(vai via vai via vai via vai via)
tu godi solo nell’anonimo
questa insostenibile leggerezza dell’essere

Commenti (0) Posted by Silvia on Martedì, Luglio 8th, 2003

Filed under solita vita

è tutto un equilibrio sopra la follia…

Commenti (0) Posted by Silvia on Lunedì, Luglio 7th, 2003