Silvia [una vita da ricostruire]

Il mio weblog
solita vita

sabato, anzi domenica [00.09]
cuffie con baglioniprimamanierachepiacesempreunpo’,
confetti alla mandorla chefannomalemaaddolcisconoilmomento,
acqua perchè fatantocaldodasudaredigitando,
photoshop aperto con faccechemiscrutanoimpassibili,
query aperta perchèsenzaditediventatuttounpo’piùpesante
sto cercando di mettere in fila pensieri disordinati&belli&brutti&tristi&felici
non è facile
mi pensi?
[ed io?]
son ormai trequattro giorni che vivo in un’atmosfera rarefatta&anomala dove telefonate, parole, discorsi, mail, messaggi mi scivolano addosso veloci&fastidiosi&graditi lasciando tracce percettibili o solchi profondi [dipende]
ed è tutto un po’ difficile da spiegare
[ed io?]
mi manchi
[ed io?]
continuo a scrivere parole&discorsi senza senso [se non per me] su fogli che subito strappo&brucio&salvo&dimentico
io resto qua nell’irrealtà dell’immenso velo del mio cielo a metà
poi mi viene in mente, mi fermo&penso in questi giorni, sorrido da sola in questi giorni, sorrido per me&con me in questi giorni mentre giovedì l’ambrogio cantava con me&per me tutta la sua/mia felicità nel portarmi a conoscere djiebril che prima conoscevo solo per i miei sogni&pensieri&speranze mentre accarezzavo il pancione sentendolo muoversi nel suo universo liquido&sicuro&caldo
cantava l’ambrogio per me&con me perchè io non riuscivo ad avere parole per dire quel che sognavo&pensavo&speravo e non son riuscita a dirlo nemmeno dopo, bloccata su una porta bianca con un gran fiocco azzurro piena di sorrisi, così frastornata davanti a quella dolcezza che solo una mamma con il suo bambino al seno sa dare&donare, timorosa di toccare quel corpicino così morbido&profumato&innocente che mi guardava come volesse presentarsi a quella persone che gli parlava&cantava&amava già da tanto prima, prima ancora che scendesse dalla sua nuvoletta per dare un senso a una famiglia che sta disfacendosi piano tra le mani senza poter far nulla, come sabbia o acqua che ti scivola tra le dita, che per quanto le serri non riuscirai mai a tenerla tutta insieme
[ed io?]
ed ho pensato a tante cose nei tre passi da quella porta così bianca a quel corpicino così perfetto, mentre lo guardavo piccolo e addormentato ed ho pensato ai nonni che non ci sono da tempo e che non hanno mai conosciuto questa nuova famiglia e mai come in quei tre passi la nonna è riuscita a mancarmi tanto e mai come in quei tre passi ho pensato al nonno così fortemente da star male
[ed io?]
e quei tre passi son stati lunghi, come passare un confine, come passare una fase, una certezza, un’inquietudine, un insieme di sentimenti contrastanti, una confusione talmente grande da non trovare parole
morbido&profumato&innocente
non ho saputo trovare parole se non una luccichio negli occhi [non da me non da me] e una mano posata sulle spalle perchè è bello capirsi solo con uno sguardo, anche se umido, è questo volersi bene oltre a ogni crisi&bega&rottura familiare
[ed io?]
ed io continuo a non essere una persona di grandi sentimenti, tutto il mio mondo si basa su istinti&parolechenondicomai, tutto così mio e così impervio&inacessibile a tutti[troppi] che mai si son sforzati di capir[mi]e, di quella chetantostabenecosìcomesta, chetantononhabisognodinessuno, chetantohailcaratterecheha, chetantostabenesola, chetantononvuoleunavitacomeglialtri
[sicuri?]
sabato, anzi domenica [00.39], cuffia conginoelamiacanzone, confetti dimenodiprimamaaddolciscono, acqua perchèfasempretantocaldo, query eancheseoratitengodistanteperchèscrivosocheciseiestobene
e le gambe mi fan male perchè ai tacchi non mi ci abituerò mai, ma oggi era un giorno speciale perchè la piccola alex ha deciso di cambiare la sua vita e più di cambiare ha deciso di legarla ad un’altra
e dire si davanti a tutti gli amici&parenti&sempliciconoscenti ma soprattutto davanti a un’altare e quel che rappresenta, ho capito solo oggi, non è cosa da poco
[ed io?]
e vederla entrare così bella nell’abito bianco, attraversare la navata mentre altri pensieri&sogni&speranze mi esplodevano in testa mi ha fatto ricordare un’amicizia lunga decenni, smagliata come una rete mal tenuta ma che non si spezza, l’ho rivista a scuola mentre ci passavamo i compiti, e l’ho rivista piangere&farsi consolare per qualche amorino [così importante] finito, e l’ho rivista nei sabati pomeriggi passati in centro, e l’ho rivista nei pomeriggi della nostra adolescenza così lontana&così problematica
e di nuovo quel senso di umido nello sguardo mentre si gira&mi guarda&mi sorride felice di essere con quell’abito bianco&con le persone importanti attorno&con la persona che ama vicino
[ed io?]
ed è stato bello stare in mezzo a queste persone importanti, sentirsi avvolgere da amicizia&amore&canzoni&promesse mentre riflettevo sulla mia vita&i miei sogni&speranze&promesse
[ed io?]
e ora son qui, su questo pc a parlare con te e ad ascoltare canzoni un po’ tristi e un po’ allegre, cercando di riordinare il tutto senza farmi sopraffare dalla malinconia in questa giornata così piena di pensieri e di mancanze…

scritto da Silvia il Domenica, Giugno 29th, 2003


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