sabato, anzi domenica [00.09]
cuffie con baglioniprimamanierachepiacesempreunpo’,
confetti alla mandorla chefannomalemaaddolcisconoilmomento,
acqua perchè fatantocaldodasudaredigitando,
photoshop aperto con faccechemiscrutanoimpassibili,
query aperta perchèsenzaditediventatuttounpo’piùpesante
sto cercando di mettere in fila pensieri disordinati&belli&brutti&tristi&felici
non è facile
mi pensi?
[ed io?]
son ormai trequattro giorni che vivo in un’atmosfera rarefatta&anomala dove telefonate, parole, discorsi, mail, messaggi mi scivolano addosso veloci&fastidiosi&graditi lasciando tracce percettibili o solchi profondi [dipende]
ed è tutto un po’ difficile da spiegare
[ed io?]
mi manchi
[ed io?]
continuo a scrivere parole&discorsi senza senso [se non per me] su fogli che subito strappo&brucio&salvo&dimentico
io resto qua nell’irrealtà dell’immenso velo del mio cielo a metà
poi mi viene in mente, mi fermo&penso in questi giorni, sorrido da sola in questi giorni, sorrido per me&con me in questi giorni mentre giovedì l’ambrogio cantava con me&per me tutta la sua/mia felicità nel portarmi a conoscere djiebril che prima conoscevo solo per i miei sogni&pensieri&speranze mentre accarezzavo il pancione sentendolo muoversi nel suo universo liquido&sicuro&caldo
cantava l’ambrogio per me&con me perchè io non riuscivo ad avere parole per dire quel che sognavo&pensavo&speravo e non son riuscita a dirlo nemmeno dopo, bloccata su una porta bianca con un gran fiocco azzurro piena di sorrisi, così frastornata davanti a quella dolcezza che solo una mamma con il suo bambino al seno sa dare&donare, timorosa di toccare quel corpicino così morbido&profumato&innocente che mi guardava come volesse presentarsi a quella persone che gli parlava&cantava&amava già da tanto prima, prima ancora che scendesse dalla sua nuvoletta per dare un senso a una famiglia che sta disfacendosi piano tra le mani senza poter far nulla, come sabbia o acqua che ti scivola tra le dita, che per quanto le serri non riuscirai mai a tenerla tutta insieme
[ed io?]
ed ho pensato a tante cose nei tre passi da quella porta così bianca a quel corpicino così perfetto, mentre lo guardavo piccolo e addormentato ed ho pensato ai nonni che non ci sono da tempo e che non hanno mai conosciuto questa nuova famiglia e mai come in quei tre passi la nonna è riuscita a mancarmi tanto e mai come in quei tre passi ho pensato al nonno così fortemente da star male
[ed io?]
e quei tre passi son stati lunghi, come passare un confine, come passare una fase, una certezza, un’inquietudine, un insieme di sentimenti contrastanti, una confusione talmente grande da non trovare parole
morbido&profumato&innocente
non ho saputo trovare parole se non una luccichio negli occhi [non da me non da me] e una mano posata sulle spalle perchè è bello capirsi solo con uno sguardo, anche se umido, è questo volersi bene oltre a ogni crisi&bega&rottura familiare
[ed io?]
ed io continuo a non essere una persona di grandi sentimenti, tutto il mio mondo si basa su istinti&parolechenondicomai, tutto così mio e così impervio&inacessibile a tutti[troppi] che mai si son sforzati di capir[mi]e, di quella chetantostabenecosìcomesta, chetantononhabisognodinessuno, chetantohailcaratterecheha, chetantostabenesola, chetantononvuoleunavitacomeglialtri
[sicuri?]
sabato, anzi domenica [00.39], cuffia conginoelamiacanzone, confetti dimenodiprimamaaddolciscono, acqua perchèfasempretantocaldo, query eancheseoratitengodistanteperchèscrivosocheciseiestobene
e le gambe mi fan male perchè ai tacchi non mi ci abituerò mai, ma oggi era un giorno speciale perchè la piccola alex ha deciso di cambiare la sua vita e più di cambiare ha deciso di legarla ad un’altra
e dire si davanti a tutti gli amici&parenti&sempliciconoscenti ma soprattutto davanti a un’altare e quel che rappresenta, ho capito solo oggi, non è cosa da poco
[ed io?]
e vederla entrare così bella nell’abito bianco, attraversare la navata mentre altri pensieri&sogni&speranze mi esplodevano in testa mi ha fatto ricordare un’amicizia lunga decenni, smagliata come una rete mal tenuta ma che non si spezza, l’ho rivista a scuola mentre ci passavamo i compiti, e l’ho rivista piangere&farsi consolare per qualche amorino [così importante] finito, e l’ho rivista nei sabati pomeriggi passati in centro, e l’ho rivista nei pomeriggi della nostra adolescenza così lontana&così problematica
e di nuovo quel senso di umido nello sguardo mentre si gira&mi guarda&mi sorride felice di essere con quell’abito bianco&con le persone importanti attorno&con la persona che ama vicino
[ed io?]
ed è stato bello stare in mezzo a queste persone importanti, sentirsi avvolgere da amicizia&amore&canzoni&promesse mentre riflettevo sulla mia vita&i miei sogni&speranze&promesse
[ed io?]
e ora son qui, su questo pc a parlare con te e ad ascoltare canzoni un po’ tristi e un po’ allegre, cercando di riordinare il tutto senza farmi sopraffare dalla malinconia in questa giornata così piena di pensieri e di mancanze…
Archive for Giugno, 2003...
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tanto tempo che non scrivo, tanta gente che mi manda mail per sapere se son ancora viva. si, per ora lo sono ancora, anche se meno di 24ore fa non ne avevo la certezza assoluta
le cose da dire, come sempre nel mio caso, son parecchie ma il tempo è tiranno e la mente perennemente persa in altre cose
sarà l’estate, sarà il nuovo lavoro che assorbe parecchio, sarà il pensiero che tra meno di un’ora c’è il solito treno che mi riporta a trieste. il solito treno che non voglio mai prendere, però bisogna farlo perchè nella vita ci vuole “una gran pazienza”…
quindi stacco qui, mi asciugo i capelli, chiudo la valigia e vado alla stazione a sciropparmi le solite 5 ore di treno con un pensiero a queste righe e a chi le leggerà quando sarò lontana e di me, per ora, resterà solo il profumo tra le lenzuola del letto ancora sfatto…
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e insomma, che dirvi in questo afoso e schifoso inizio giugno
che ho perso due ore a far rotolini di monete (ho rinvenuto un porcellino pieno di lire) e alla banca d’italia m’han fatto sfasciare i suddetti rotolini perchè loro son cosi AVANTI da avere una macchinetta che seleziona le monetine (mannaggialoro)
che tra poco vado dalla marie con un pacco di creme e cremine per un pomeriggio all’insegna del ripasso e del relax
che ho la tinta in testa e spero di non smerdare la moquette della camera (altamente probabile)
che ho rifatto il dangerous-mind (clicca clicca clicca) e son quasi quasi soddisfatta, però devo rifare il sito principale ma son ancora a corto di idee (forse che si forse che no)
che mi manca mi manca mi manca
che uno dei miei nuovi template per la fabbrica dei template (clicca clicca clicca) non è stato tanto gradito dai più, ma io mi chiedo: e i culi&tette&fighe che ti si popuppano di continuo nei vari siti e motori di ricerca non sono più schifosi&inutili&molesti? a voi l’ardua scelta (clicca clicca clicca)
che infondo non me ne frega un cazzo perchè a me piace ^^
che oggi fa caldo caldo e domani in treno morirò di sicuro
che domani parto
che mi sembra ovvio vada a bologna (checcazzodidomandemifate)
che oggi firmo i voti e fanculo (tantolosochelaborsadistudiosen’èita)
che la musica che fa cammariere mi prende un bel po’
che personalità confusa (clicca clicca clicca) mi fa sempre scompisciare ed è un bel leggere
che non trovo il libro de la pizia (clicca clicca clicca) e son disperata
che vado a togliermi la tinta altrimenti invece di viola violento divento calva depressa
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come sempre ci son tante, tantissime cose da dire
come sempre c’è poco tempo per mettere in fila ordinata i pensieri, troppo poco tempo
come sempre ci son momenti bui, troppi… troppi, e momenti felici, pochi… pochi
come sempre, come sempre…
comincia a stufarmi questo sempre
ma sta sera c’è stata la grigliata sulla spiaggia, c’è stato il karaoke per ore, c’era marzia che rideva sporcandosi con il gelato, c’è stato rio che mi dormiva sdraiato addosso reclamando tutte le carezze della settimana, ci sei stato tu (circamenoquasi) e ci son stata io con la mia voglia di uscirne
in questo momento altro non conta, conta solo il letto dove tra poco potrò raccontarmi un sacco di storie a lieto fine